E Polis stenta e l’Italia si scuote

24/07/2007 12:26

Da lunedì 16 luglio non è più in edicola né in distribuzione, da venerdì 20 ha chiuso i battenti anche online. È l’inaspettata sorte di E Polis, la testata di Niki Grauso presente in 15 città italiane che con oltre 160 mila copie aveva conquistato il decimo posto nella classifica dei quotidiani e che stava trovando una nuova stabilità pubblicitaria dopo il passaggio dall’agenzia di raccolta Publikompass all’interna Epm.

La pubblicazione della testata è stata sospesa a causa della rottura tra l’editore e lo stampatore, Umberto Seregni, che vanta un credito di 19 milioni di euro. A farne le spese per primi sono ovviamente i dipendenti invitati a mettersi in ferie e senza stipendio per il mese di luglio. Gli onorari di giugno per i 130 giornalisti sono stati pagati al 75% e da febbraio non sono stati versati i contributi previdenziali.

Oggi i giornalisti hanno partecipato in audioconferenza all’assemblea di Cagliari, dove si sono riunite le rappresentanze sindacali delle associazioni regionali interessate. La richiesta è che l’editore avvii le pratiche per la dichiarazione dello stato di crisi, con i conseguenti aiuti statali e ammortizzatori sociali per permettere al giornale di riprendere la pubblicazione a fine agosto.

La Fnsi e un gruppo di Associazioni regionali della stampa intanto hanno chiesto un incontro urgente da tenersi al massimo entro la fine di questa settimana, per valutare l'esatta situazione dei conti dell'azienda, le cause che hanno portato alla sospensione delle pubblicazioni dei quotidiani del Gruppo E Polis e le ipotesi di soluzione della grave crisi che l'editore intende mettere in atto per salvaguardare il posto di lavoro di 133 colleghi.

Al momento non si sa se Grauso abbia intenzione di prendere questa strada, quella della vendita o quella della liquidazione. Ai dipendenti del gruppo è arrivata la solidarietà dei partiti di maggioranza e opposizione, oltre che di Cgil, Cisl e Uil. Mentre Pietro Folena, presidente della Commissione Cultura alla Camera, ha chiesto al governo di intervenire a favore dei lavoratori e della pluralità dell’informazione.

Manifestazioni di solidarietà arrivano anche dai consiglieri comunali di Firenze che hanno sottoscritto un documento per sostenere il quotidiano “Il Firenze”. I giornalisti da martedì 17 luglio sono in assemblea permanente dopo la decisione dell’editore di sospendere la pubblicazione dei giornali del gruppo E Polis. I consiglieri hanno ricordato che “è in gioco la sopravvivenza di un progetto innovativo nel panorama dei media nazionali", e hanno chiesto che "vengano rimossi, in fretta, gli ostacoli che hanno portato alla sospensione delle pubblicazioni privando i lettori di uno strumento di informazione libero e indipendente". Insert Image

Dalle parti della capitale è stato il sindaco Walter Veltroni a intervenire affermando che “La chiusura di un giornale non è mai una buona notizia. Il fatto che da cinque giorni il quotidiano E-polis non sia in edicola, suscita preoccupazione per il futuro di questa iniziativa editoriale che anche a Roma si è distinta nell'offerta di un'informazione seria e puntuale e nel sapere sostenere un'importante campagna sociale come quella organizzata nella giornata dell'Orgoglio pedofilo”.

Spostandosi verso il nord Italia, è Brescia a dare il suo supporto totale alla causa con le prime 50 adesioni eccellenti alla campagna per salvare il quotidiano “Il Brescia” lanciata dal sindaco Paolo Corsini.

E Polis, più corposo dei free press tradizionali (arriva a 64 pagine), ha puntato sulle firme autorevoli e sulla combinazione di cronaca nazionale e locale. Ha rappresentato una novità nel panorama editoriale, per le grafica, per il formato, ma soprattutto per la distribuzione mista. Si trova cioè sia in edicola a 50 centesimi sia gratuitamente in giro per la città, nei punti di massimo passaggio.