12/06/2007 17:46
Il colosso del web Google ha ridotto il tempo di conservazione dei dati identificativi personali registrati dagli internauti,
cercando così di ottemperare alle
richieste
dell’Unione europea in materia di privacy.
Il motore di ricerca
si è detto pronto a ridurre i tempi di stoccaggio dei
dati degli utenti, portandoli a un anno e mezzo, come reso noto da Peter Fleischer, consulente di Google per le questioni relative alla privacy. La proposta
dell’Unione europea, risalente a marzo, era di un periodo compreso fra i 18 e i 24 mesi.
"Dopo aver considerato le preoccupazioni del Gruppo
di lavoro, annunciamo una nuova politica: rendere anonimi gli accessi al server dopo 18 mesi, piuttosto che il periodo stabilito in precedenza di 18-24 mesi",
ha spiegato Fleischer in una lettera al “Gruppo di lavoro sull’articolo 29 per la protezione dei dati”.
"Con questo intervallo di tempo, più breve, riteniamo di poter ancora esercitare i nostri legittimi
interessi negli sforzi per la sicurezza, l'innovazione e la lotta alle frodi", recita la missiva datata 10 giugno.
La preoccupazione delle autorità europee e statunitensi nasce dal fatto che tutto le volte che un internauta
visita le pagine di Google la società raccoglie informazioni sui suoi consumi, interessi e opinioni. Il gruppo ha assicurato di non aver mai diffuso dati
personali ma solo statistiche generali. Il problema della privacy è però tutt’altro che risolto data la
pioggia di polemiche scatenatasi dopo il lancio di
Street view, il servizio che permette di vedere nel dettaglio cosa accade in ogni luogo della città. Le immagini sono pubblicate ovviamente in differita ma
non impediscono di immortalare ignari cittadini durante le loro attività quotidiane.