
13/05/2007 14:01
Il motore di ricerca Google ha analizzato il contenuto delle pagine pubblicate su internet e ha scoperto una cosa molto preoccupante. Su un campione di 4,5 milioni di pagine pubblicate su siti esca di facile reperimento ben una su dieci ha caratteristiche che in sostanza aprono delle porte del computer del navigatore.
Attraverso queste porte possono essere infettati i computer acquisendo dati sensibili o provocando malfunzionamenti o blocchi del sistema. Un caso quest'ultimo che riguarda un numero ancora maggiore di pagine, circa 700 mila portando il rischio di infezioni a oltre una pagina su quattro. Va da sé che il problema riguarda sostanzialmente i sistemi operativi di Microsoft e in alcuni casi l'operatività del browser su diverse piattaforme, ma in particolare di Explorer.
Non dobbiamo pensare che i siti esca siano siti in cui cascano solo i creduloni. Molto spesso si tratta di siti che sfruttano errori di digitazione che si fanno quando si scrivo gli indirizzi di siti molto diffusi, o che rispondono a domini intuitivi. Poi ci sono tutti i siti che attraverso l'installazione di programmi per l'accesso ad archivi, giochi o risorse fanno anche ben altro. Secondo questa ricerca c'è il rischio di infettarsi più di una volta su quattro.
Niels Provos, autore di uno studio intitolato Il fantasma nel browser scrive che questo capita frequentemente quando "l’utente si trova di fronte a link che promettono accesso a pagine interessanti, che offrono contenuto pornografico esplicito, software coperto da copyright o informazioni giornalistiche certificate. Un esempio classico sono i siti che rimandano a video per soli adulti".
I risultati della ricerca nel dettaglio non sono noti, ma secondo quanto riferisce il sito della BBC, la radiotelevisione pubblica britannica citando i ricercatori di Google "le insidie si nascondono spesso in zone della pagina web non controllate dal proprietario del sito. Molto pericolosi sarebbero banner pubblicitari e piccole icone, i Widget". Ma sotto accusa anche i contatori dei siti.
A questo proposito Quomedia ha da tempo affiancato a un sistema di analisi interno degli accessi anche due sisteni paralleli: Google Analytics e Addstats che sono risultati liberi da infezioni. Il precedente servizio di Superstat è stato rimosso perché le informazioni di rilascio prevedevano appunto un'ampia discrezionalità per il gestore dell'analisi dei log di inserire codici nelle pagine gestite dal sistema.
Di Giorgio Bellocci
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