
19/01/2012 18:48
La compagnia californiana ha perso uno dei suoi fondatori ed è al secondo cambio al vertice in poche settimane. Ma il risveglio dal lungo sonno
che attanaglia il motore di ricerca sembra lontano.
In tempi difficili anche i grandi nomi dell’universo web provano a rinnovarsi.
E’ il caso di Yahoo!, compagnia per cui la svolta degli ultimi mesi non è una scelta, ma una necessità dettata da almeno tre anni di crisi
profonda. Ultima novità in ordine di tempo, al quartier generale di Sunnyvale, è l’abbandono di Jerry Yang, uno dei fondatori del
motore di ricerca. “E’ il momento di perseguire interessi al di fuori di Yahoo! - ha detto Yang -. Lascio dopo diciassette anni e sono
contento della scelta di Scott Thompson come nuovo amministratore delegato”. La società ha infatti da poco nominato Thompson nel ruolo che
fu di Carol Bartz, chiamata nel 2008 per risollevare le sorti di Yahoo! e defenestrata senza troppi complimenti in settembre. Difficile sapere se il nuovo
a.d. riuscirà dove Bartz ha fallito (nonostante un politica ferrea di riduzione delle spese e ristrutturazione delle attività, virate verso la produzione
dei contenuti). Quel che è certo è che il doppio cambio al vertice ripropone Yahoo! in una versione societaria totalmente nuova. Yang,
che lo scorso settembre aveva manifestato la volontà di tornare al comando della compagnia, ha preso il largo verso altri lidi. Microsoft, Aol e addirittura
Google avevano chiesto informazioni sulla possibile vendita del motore di ricerca, ma le ultime vicende hanno rafforzato la struttura societaria ed è
difficile oggi ipotizzare una dismissione. Resta però la spada di Damocle del bilancio in rosso, con gli utili che in autunno segnavano un deficitario -26%
rispetto al 2010 e il fatturato in calo del 24%. E per risollevare i conti non basta cambiare le facce, serve un cambio di pelle. Altrimenti, dopo
l’era Yang, potrebbe finire l’era Yahoo!.
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