La rete tenta di innovarsi

25/11/2011 17:06

Due giorni a Roma per far sedere allo stesso tavolo tutti gli interessati alla rivoluzione digitale. Cittadini, politica, pubblica amministrazione e impresa.

 

Come gli Stati Generali, quelli convocati appena prima della Rivoluzione Francese, ma con una parola in più: Stati Generali dell’Innovazione. L’idea di fondo è la stessa: far incontrare le parti della società, tutte le parti della società, per discutere del futuro e di quanto c’è bisogno per affrontarlo: e, visto pure il momento, ce ne sono da cose da discutere, scelte da fare, strade, preferibilmente nuove, da intraprendere. Gli Stati Generali dell’Innovazione si riuniscono a Roma venerdì 25 e sabato 26.

 

Per sapere chi c’è dietro l’iniziativa è sufficiente consultare le pagine web dei fondatori, delle organizzazioni aderenti, e leggendo lo statuto dell’associazione che organizza l’evento: una lista piuttosto lunga ed eterogenea di enti e persone che hanno aderito fino a questo punto all’iniziativa, e che hanno un obiettivo comune. Trovare chi, assieme, voglia pensare, redigere e svolgere una strategia digitale per il paese: come è ancora da decidere, nel senso che saranno gli stessi interessati coinvolti a introdurre, selezionare e tentare di imporre un’agenda che vada oltre il digitale. E, preferibilmente, si trasformi da teoria in pratica. “Abbiamo fatto tante chiacchiere in questi anni - dice Flavia Marzano, che dell’associazione è presidente -. Chiacchiere interessanti, ma a volte monotematiche: c’era il convegno per l’innovazione della industria, quello per l’innovazione della pubblica amministrazione, ma non c’è mai stato il modo di fare squadra, di trovare uno spazio comune dove avviare progetti comuni”. Dai tempi di Bassanini, il ministro che forse per primo diede l’avvio a una seria rivoluzione digitale della Pa, è mancata nel paese un’autentica strategia digitale, dice Marzano: “Le imprese hanno una loro strategia, le multinazionali hanno una loro strategia: ma nessuna di loro lavora assieme per creare una strategia-paese per l’Italia”. 

 

E così, l’idea degli Stati Generali dell’Innovazione è quella di programmarne una di strategia: dentro il contenitore dell’associazione ci sono realtà come i parchi tecnologici e organizzazioni politiche di destra e sinistra, e l’idea di fondo è quello di fare la forza con l’unione e tentare la scalata al problema dell’innovazione partendo da un minimo comun denominatore che faccia da rampa di lancio. “I quattro temi che abbiamo scelto, valorizzazione dei giovani, democrazia digitale, innovazione delle imprese, open goverment, crediamo siano un buon punto di partenza - spiega Marzano - Stiamo lavorando a dei position paper che presenteremo il 25 e 26 novembre: di solito quando finisce un convegno si va tutti a casa per conto proprio, invece noi arriviamo all’appuntamento con dei testi e delle idee elaborati da diversi gruppi di lavoro che vogliamo sviluppare”.

 

La frase che più ricorre nel discorso è: “serve una strategia”. Una strategia già richiesta da più parti al nascente Governo Monti, e che abbia respiro superiore all’immediato e al contingente: non basta la Pec o data.gov.it, che pure possono essere un pezzo del puzzle, ma servono altri passaggi coerenti per farne un percorso. “Facciamo degli esempi - dice Marzano - In Italia il wi-fi è ostaggio della paura isterica del terrorismo e della privacy: eppure in Israele, un paese che certo conosce bene la minaccia terroristica, non ci sono leggi analoghe a quelle italiane. Ecco cambiamo la legge e rendiamo più semplice, per esempio, tenere le rete wireless aperte quando si verifica un disastro come quello che ha colpito Genova e le Cinque Terre”. Ciascuno dei temi proposti e citati, naturalmente, ha priorità diverse: eppure tutti condividono, come detto, un punto in comune. Per esempio la banda larga. Ma sono anche molti altri gli aspetti che possono venire sviluppati e garantire progressi interessanti: coinvolgendo i giovani si otterrebbe ad esempio il duplice scopo di iniettare la competenza tecnologica e tecnica delle nuove leve nel dibattito, senza contare l’opportunità di tentare di abbassare l’età media di chi dirige, controlla, decide. In Danimarca hanno un ministro delle Finanze di 25 anni: una società in cui i più anziani supportino e non soverchino il lavoro dei più giovani. Così come mettendo a confronto la Pubblica Amministrazione coi cittadini si realizzerebbero servizi e protocolli tarati sulle effettive esigenze della vita reale. “Che fine ha fatto il ragionamento di Bassanini sui controlli inter-amministrazione? - si domanda Marzano - Perché il cittadino deve fornire ogni volta alla Pa informazioni che l’amministrazione ha già? Gli sportelli unici sono un’idea rimasta incompiuta come altre”. “Mettere finalmente tutti gli stakeholder attorno allo stesso tavolo”: l’intenzione per il prossimo venerdì è chiara, e l’elenco di invitati e relatori lascia ben sperare. Non è la prima volta che iniziative del genere nascono in Italia: chissà che con l’aria di cambiamento che si respira in questi giorni non sia quella buona.

 

A maggio 2010, la Commissione europea ha dato avvio alla Digital Agenda, una strategia al cui interno si individuano 101 azioni specifiche che la Commissione europea e gli Stati membri devono mettere in atto per garantire lo sviluppo della Società dell’informazione in Europa. All’interno della Digital Agenda vi sono 13 obiettivi chiave (Key performance targets) che riguardano l’accesso alla banda larga, la creazione del mercato unico digitale, l’inclusione digitale, lo sviluppo dei servizi pubblici digitali, la ricerca e l’innovazione ed una economia a basse emissioni di carbonio. Come lo scorso anno, anche nel 2011 la diffusione della conoscenza della Dae (Digital Agenda for Europe) viene agevolata attraverso incontri all’interno di ciascuno Stato membro, organizzati in base alle specifiche priorità del paese. In generale il Going Local si pone come obiettivi la presentazione di relazioni sui progressi dell’Agenda Digitale. L’identificare le sfide per il futuro e stimolare azioni e impegni. L’evento italiano Digital Agenda Going Local è promosso dalla Commissione Europea, e dal Dipartimento digitalizzazione Pa e innovazione tecnologica e dal ministero dello Sviluppo economico per coinvolgere i territori nella realizzazione degli obiettivi della Digital Agenda. Per ora si sono già svolti gli appuntamenti di Bologna, Palermo e Roma.

 

L’iniziativa rappresenta un’occasione di dialogo e scambio di conoscenze e best practices tra istituzioni a diversi livelli di governo, parti economico-sociali, università e centri di ricerca, imprese e i cittadini. Particolari attenzioni sono dedicate alle priorità indicate nell’Agenda Digitale Europea, tra cui il contrasto al digital e al knowledge divide, l’alfabetizzazione digitale, lo sviluppo di reti a banda ultra larga, la promozione dell’e-government e degli open data e gli interventi per la realizzazione delle smart cities.


• Giovanna Maggiori