22/03/2007 20:27
Auditel - I numeri della tv
di Giorgio Bellocci
Dispiace vedere un format geniale come quello del “Grande Fratello” ridursi a oggetto di agevole contro-programmazione. Si, perché il problema del reality non è il mantenimento di una dignitosa media d’ascolto (anche giovedì 15 marzo ha ottenuto il 25% di share) ma il fatto che Raiuno abbia optato senza troppi timori per il posizionamento della nuova stagione di “Un medico in famiglia” in diretta concorrenza con esso. Scelta che in passato sarebbe stata impensabile. E dire che la Rai ha preso in materia una decisione piuttosto drastica, dal momento che le fortunate precedenti edizioni della serie erano andate in onda di domenica, catturando a mani basse in tutte le categorie dell’auditel. Siamo all’inizio, certo. Si preannunciano ancora almeno quattro scontri diretti, e non è detto che “Un medico in famiglia” riesca a mantenere le distanze del primo duello (28% di share per Raiuno ma con oltre due milioni di spettatori in più rispetto alla proposta di Canale 5). Trattasi però dell’ennesimo segnale di declino di uno dei format più brillanti della televisione moderna (e, correttamente, vanto per l’ufficio acquisti di Mediaset). Il “Grande Fratello” può essere rilanciato, ma andrebbe rielaborato a partire dalla conduzione e dal casting: basta con il pilota automatico della Marcuzzi e meno esibizionismo nella casa! “Un medico in famiglia” è invece tornato con il suo tradizionale carico di melassa e di mondo fiabesco. Nelle prime stagioni, se non altro, Giulio Scarpati e Claudia Pandolfi contribuivano con la loro recitazione a conferire brio e dignità al canovaccio. Nella nuova serie non c’è più nemmeno Pietro Sermonti che aveva sostituito dignitosamente Scarpati. Il nuovo medico di turno è interpretato da David Sebasti, giovanotto che forse un giorno farà esplodere tutto il suo potenziale recitativo ma che per ora... Insomma, la melassa è resa sopportabile solo dai guizzi dello scintillante duo composto da Lino Banfi e Milena Vukotic, veterani sui quali poggia molta più sceneggiatura rispetto ai tempi di Scarpati. I due sono bravissimi, come dimostrato in altri ambiti, ed è soprattutto grazie a loro che oggi la Rai può cantare vittoria con un prodotto di non eccelsa qualità. Detto questo, rimane per me un mistero il fatto che la serie venga seguita da 7 milioni e mezzo di fans!