
26/07/2010 15:34
Novantaduemila documenti segreti del
Pentagono sulla guerra in Afghanistan, risalenti a un periodo che va da gennaio 2004 a dicembre 2009, sono stati pubblicati in rete dal sito Wikileaks. Secondo le carte, riprese dal
New York Times, da The Guardian e da Spiegel, Iran e Pakistan danno un sostegno concreto ai talebani nello scontro con
gli americani e le forze internazionali. L'intelligence pakistana, secondo i 92 mila documenti, "lavorava al fianco di Al Qaeda per progettare attacchi"
e "faceva il doppio gioco". Tra i file del Pentagono pubblicati ci sarebbero inoltre "le prove di crimini di guerra"
commessi in Afghanistan dagli Usa.
Dura la reazione della Casa Bianca: "L'azione di Wikileaks mette a
repentaglio le vite sia di americani, sia dei nostri alleati, e rappresenta una minaccia per la nostra sicurezza nazionale. Wikileaks non ha fatto alcuno sforzo di
contattarci circa questi documenti. Il governo degli Stati Uniti ha appreso da organizzazioni giornalistiche che questi documenti sarebbero stati pubblicati.
Proprio per la grave situazione che si era creata nel corso degli anni, il presidente Obama ha annunciato la nuova strategia, basata su un sostanziale incremento
di risorse in Afghanistan", ha dichiarato il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa Jim Jones. Smentisce le accuse anche il Pakistan,
dichiaratamente alleato degli Usa, definendo e informazioni "senza alcuna sostanza".
"E' compito del buon giornalismo puntare l'indice sugli abusi di potere e quando gli abusi del potere sono messi all'indice, c'è sempre una reazione contraria". E' il parere del 39enne australiano fondatore del portale Julian Assange. "Le carte fanno emergere il vero squallore della guerra, e permettono alla gente di decidere se continuare a sostenerla oppure no", ha aggiunto Assange nel corso di una conferenza stampa a Londra. Secondo Assange, le carte non fanno correre alcun rischio "dal punto di vista operativo" alle truppe stanziate a Kabul e dintorni e la veridicità delle stesse non è da mettere in dubbio.