Mauro Marin: prima del Gf il manicomio

21/07/2010 11:15

Cari telespettatori, C'è una cosa che non vi ho detto. A parlare è Mauro Marin, vincitore del Grande Fratello 10, in un libro raccontato in anteprima a Chi. Il concorrente veneto del reality di Canale 5 ha deciso di mettere a nudo quel lato oscuro della sua personalità che gli spettatori hanno intravisto durante le numerose crisi all'interno e all'esterno della casa di Cinecittà. Mauro è affetto da "schizofrenia affettiva con disturbo bipolare, che comporta sbalzi d'umore che portano a picchi maniacali in stati di agitazione e supereuforia alternati a continui cali depressivi". La diagnosi è stata fatta anni fa dal primario dell'ospedale di Montebelluna e ha evidenziato la necessità di un Tso, Trattamento sanitario obbligatorio.



"Ammetto che la camicia di forza non mi è mai piaciuta. Ricordo che quando mi legavano nel letto di contenzione, non sentivo più il sangue che circolava nelle vene", ha raccontato Marin. "In manicomio, anzi nella struttura, perché è così che si chiama, le giornate sono uguali. Ho pensato spesso e volentieri: mi sarei potuto lanciare dal terzo piano o buttarmi sotto un treno", ha confidato, aggiungendo che "i farmaci per un lungo periodo mi hanno ucciso. La mia motricità era rallentata".

I provini per il Grande Fratello sono arrivati durante il periodo descritto: "Facevo i provini per il reality, ma ero domiciliato nella struttura. Il dottor Carlo Alberto Cavallo,psicologo del programma, sapeva tutto. Mi diceva che stavo bene e che ero pronto". "Mi è stato chiesto - ha confermato Cavallo -, come sempre da dieci anni, di giudicare se un concorrente può partecipare al gioco del Grande Fratello e alle sue pressioni. Ho detto di sì. Mauro è stato un gran concorrente, tanto abile e capace da vincere il Grande Fratello. L'edizione più lunga di sempre. Alla faccia del suo passato".

Endemol, che ovviamente era a conoscenza dei problemi di Mauro, ha tenuto a chiarire che "la produzione di Gf sottopone tutti i concorrenti, prima di entrare nella Casa, a una serie di provini, visite mediche e incontri con psicologi , avvalendosi della consulenza di professionisti del settore.Tutto questo per valutare la loro idoneità a partecipare al programma. Solo se i ragazzi superano tutti questi controlli, hanno la possibilità di prendere parte al reality. Così è stato anche per Mauro Marin: il suo percorso, tra provini, visite e test, è stato uguale a quello di tutti gli altri concorrenti e, alla fine, come loro, è risultato idoneo".

Sarah Nile e Veronica Ciardi, le concorrenti con cui Mauro si è confrontato maggiormente durante la permanenza nella casa del Gf, hanno dichiarato a Libero di essere state informate dal veneto stesso del suo stato di salute. Tutti sapevano, dunque, e qualcuno ci ha sicuramente giocato per fare audience. La strumentalizzazione televisiva di un problema tanto delicato è stata definitiva "gravissima" da Aldo Grasso, interpellato da Chi: "Capisco che chi deve fare i casting scelga persone anormali per dar vita a certe dinamiche; ma trovo gravissima la vicenda. Sono stupito".

Mauro Marin non è il primo, e probabilmente non sarà l'ultimo, ad aver dato in escandescenza sotto l'occhio delle telecamere. Il caso più eclatante è quello dell'idraulico Paolo Mari, spogliatosi completamente in giardino e lasciatosi andare a crisi isteriche. Sbattuto fuori dagli autori Mari è è stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio presso l'ospedale di Pieve di Coriano.

 

Ha dato segni di instabilità anche Federica Rosatelli, protagonista del famoso 'lancio del bicchiere' e allontanata dal programma dopo le ripetute scenate.

 

 

Floriana Secondi, vincitrice della terza edizione, ha dato il meglio di sé a riflettori già spenti, guadagnandosi una denuncia per danneggiamento in seguito a una pesante lite casalinga. Ad aprire le danze è stato Filippo Nardi, Grande Fratello 2, accecato dal desiderio di nicotina. Raniero Monaco di Lapio ha faticato a controllarsi e si è scagliato contro una delle pareti della casa.

A Endemol, dunque, piace buttare nella mischia soggetti complicati, per non dire squilibrati, salvo fare marcia indietro quando gli stessi superano il limite. Bisognerebbe capire dove si trova questo limite e chiedersi quanto sia corretto arrivare a sfiorarlo e, in alcuni casi, sorpassarlo totalmente.