
15/06/2010 14:29
Il 2009 passerà alla storia come l’annus horribilis delle testate quotidiane. Secondo l’Ocse, si sono avvicendati crolli dei ricavi pubblicitari e, in 20 dei 30 paesi dell’area, diminuzioni del numero di lettori.
La situazione peggiore è quella degli Stati Uniti, dove lo scorso anno il valore complessivo del mercato dei quotidiani, inteso in termini di fatturato totale tra ricavi pubblicitari e entrate dalle vendite di copie cartacee più entrate online, è andato a picco del 30% rispetto ai livelli del 2007.
Importante anche il passivo dell’Italia, il quarto più forte secondo l'Ocse con un meno 18% rispetto al 2007. La Penisola vanta tuttavia il miglior bilanciamento sul peso delle inserzioni pubblicitarie rispetto al fatturato totale: rappresentano il 49% contro il 57% della media Ocse.
La luce, ancora debole, in fondo al tunnel potrebbe essere rappresentata delle news online, per le quali secondo l’Ocse stanno nascendo progetti di vendita sempre più concreti. Lo scenario è potenzialmente interessante, ma ancora poco sviluppato: nell’Ocse i lettori di notizie online partono da un 20%, sono in media il 50% e raramente mettono mano al portafoglio. I ricavi pubblicitari sono pari al 4% del totale della raccolta della stampa. Il web permette tuttavia al giro d’affari delle notizie di toccare quota, contando diffusione e ricavi, 164 miliardi di dollari.