Internet la rete degli sconti

21/05/2010 11:27

 

Dopo il successo in Usa e Cina, i gruppi d’acquisto online sbarcano in Italia, incuriosiscono gli acquirenti e litigano con le Poste.


Mentre il rapporto degli internauti italiani con il commercio online si intensifica (+16% nel primo trimestre del 2010 secondo una ricerca Netcomm), sbarcano in Italia i gruppi d’acquisto sul web. Il sistema spopola da tempo in Cina e negli Stati Uniti ed è molto semplice: creare una piattaforma digitale mediante la quale gruppi di persone possano acquistare beni o servizi con un notevole sconto. Le società intermediarie si occupano di prendere contatti con gli esercenti offrendo loro la garanzia di un numero minimo di acquirenti in cambio di uno sconto che si avvicini il più possibile al 50% ed eventualmente vada oltre.

 

Internet è indispensabile in un processo di questo tipo perché il contatto con i potenziali acquirenti è strettamente legato al fattore tempo: sul sito compare l’offerta e in un determinato numero di ore gli internauti interessati devono sottoscriverla, fornendo i dati per un eventuale pagamento. Se viene raggiunto il numero minimo garantito in precedenza dall’intermediario all’esercente, il gruppo di acquirenti completa il pagamento e riceve nella sua casella di posta il coupon utile per ottenere il bene o il servizio acquistato.


Qualche esempio? Due lezioni di autodifesa in una palestra nel centro di Milano a 15 euro invece di 80. Un percorso benessere in una Spa di Roma a 40 euro invece di 100. Salendo di prezzo, sei giorni in un agriturismo a 150 euro invece di 424. Le proposte spaziano da serate al cinema a cene in ristoranti di svariato genere. Milano e Roma sono le città maggiormente coperte, ma iniziano a spuntare iniziative analoghe a Firenze, Perugia, Venezia, Palermo e in tutto il resto della Penisola. La riviera romagnola, ad esempio, si sta attrezzando per un’estate all’insegna della moda dei coupon.

 

Una delle realtà più importanti a livello globale è Groupon, pioniera del settore a stelle strisce che ha acquistato questa settimana il concorrente attivo in Europa, CityDeal. Groupon ha un valore stimato di 300 milioni di dollari e va a inserirsi così in un mercato di oltre 80 città di 16 paesi del Vecchio Continente.

 

Altre realtà attive negli Stati Uniti sono 8coupons, BuyWithMe, Thrillist, Woot.com e Living­Social. Lungo la Penisola si snodano invece, oltre al big CityDeal, ShoppyGroup, Tuangon e Yaffil.

 

L’acquisto da parte di Groupon di Citydeal ha dato ulteriore lustro a un player sbarcato in Italia da circa due mesi con un’offerta lancio singolare che ha causato qualche problema. La prima iniziativa consisteva nella possibilità di acquistare a un prezzo di sicuro appeal: un euro. Hanno aderito all’offerta circa 20.000 internauti che, stando a quanto sottoscritto al momento dell’acquisto, avrebbero dovuto ricevere a casa il biglietto per recarsi nella sala cinematografica di interesse. La particolarità della promozione risiede proprio nella decisione di inviare uno sconto cartaceo a ogni singolo utente invece di sfruttare la posta elettronica, come accade per tutte le altre offerte. “Il cinema a un euro è stata un’offerta lancio, in totale perdita per noi”, aveva affermato il responsabile del progetto Citydeal, Lorenzo Manes, definendo l’avvio farraginoso ma utile “per farsi conoscere”.

 

L’approccio è risultato più complicato di quanto si potesse, o di quanto si sarebbe potuto, prevedere inizialmente: i biglietti non sono giunti a casa dei fiduciosi clienti e in rete è esplosa la protesta. Per indagare sulle ragioni di un esordio tanto deludente abbiamo contattato la responsabile della comunicazione di CityDeal che ha confermato che “A tutt’oggi abbiamo il 3% degli utenti che lamenta di non aver mai ricevuto i biglietti, le mail aumentano e stiamo cercando di risolvere rapidamente il problema”. Il portale, secondo quanto afferma la portavoce, non ha alcuna responsabilità nell’intoppo delle operazioni: “Condividiamo lo stesso disappunto dei nostri clienti, in quanto le spedizioni sono state fatte”, ha dichiarato, manifestando chiara disapprovazione nei confronti dell’intermediario scelto per recapitare i biglietti, “non credo serva un investigatore per poter individuare dove siano finiti i biglietti scomparsi. Forse negli ipotetici buchi neri che si dice vengano creati dal Cern? Naturalmente con il sarcasmo non ripagheremo i nostri utenti nè la nostra immagine. E se si dovesse puntare un dito, forse dovrebbe essere nella direzione di Poste Italia s.p.a.”.

 

Cosa ne è stato dei famosi acquirenti che aspettavano di recarsi al cinema? A questo proposito ha risposto Lorenzo Manas, che ha spiegato come l’azienda stia procedendo con il “rimborso dell’euro a chi ne fa specificamente richiesta, anche lì numeri molto alti, ma chiaramente molti preferiscono aspettare il secondo invio in quanto il risparmio che offriamo al cinema può arrivare a 9 euro sul 3D”. “Stiamo chiaramente dando la massima priorità alle segnalazioni degli utenti e investendo nella soluzione del problema, visto che abbiamo ancora promozioni cinema attive con affiliati. Condividiamo lo stesso disappunto dei nostri utenti che non ricevono il biglietto per i disservizi di Poste Italia Spa, per i danni di immagine che ne stanno derivando” ha incalzato Manas, puntando ancora una volta il dito contro le Poste Italiane, e chiarendo che i reclami vengono raccolti da tre persone che rispondono al numero verde 800 66 1817 e mediante l’indirizzo email info@citydeal.it.


Il problema è nato dunque dalle prestazioni troppo innovative richieste da un portale giunto nel nostro paese dopo svariate esperienze in altre realtà europee, a partire dalla Germania dove è stato concepito e si è sviluppato. “Le offerte a coupon, ricevute direttamente sulla mail dei nostri clienti allo scadere delle 24 ore, che è la durata deal, sono utili e innovative - ha spiegato la responsabile comunicazione di CityDeal -. Questo a dimostrazione del fatto che l’e-commerce funziona. Se si sta chiedendo il perché i biglietti non siano stati spediti via mail, la risposta è semplice: perché sono nel nostro ufficio e sono fisici, non hanno un codice coupon e non sono nominali. Ora, una volta ancora, si chieda perché si siano misteriosamente volatilizzati. Inorridiamo una volta di più, visto che ogni innovazione sembra essere limitata da banali disservizi nel nostro Paese”, ha concluso.

 

Questo caso, destinato a rimanere isolato vista l’immediatezza garantita dalla posta elettronica, dipinge dunque l’Italia come un paese non ancora pronto ad abbracciare completamente una filosofia d’acquisto di questo tipo. L’interesse da parte dei clienti o potenziali tali è tuttavia positiva: a metà maggio il sito ha venduto oltre 30.000 coupon generando un risparmio per gli utenti di circa 250.000 euro e i gruppi su Facebook relativi alle offerte di Milano e Roma sono attivi e numerosi quanto quelli delle altre città europee. 

 

• Martina Pennisi

 

  1. Willy  May 21, 04:52 PM

    Bell’articolo, ma il sito che avete messo come immagine non è citydeal.it, ma citydeals.com e non centra nulla! Ve lo dico perchè li seguo da tanto e sono riuscito a risparmiare con loro molti euro! Spero la mia segnalazione venga letta.