
29/04/2010 11:13
Nel gennaio del 2009, Carol Bartz
prendeva il controllo di Yahoo!, colosso del web in crisi finanziaria e di idee, nonché perdente nell’eterno confronto con Google, ormai divenuto
sinonimo di ricerca su internet. A quindici mesi dal suo insediamento, in un apposito evento di marchio organizzato a Londra, Bartz prova a fare un
bilancio in itinere della sua avventura e a immaginare il futuro della compagnia di Sunnyvale.
“Non siamo per forza in competizione con Google. Siamo due società diverse, anche se una parte dei nostri
business coincide, in particolare quella relativa ai motori di ricerca”. Lo smarcamento da Moutain View, termine di paragone per qualunque net company
al mondo, è immediato e per nulla casuale. La ricostruzione di Yahoo! parte da una più forte idea identitaria: “Nella Silicon Valley c'è
posto per tutti e infatti noi non siamo fuori dai giochi. Loro (Google, ndr) realizzano il 99% dei ricavi con un unico prodotto: l'advertising pubblicitario
legato alla ricerca. Noi invece produciamo la metà dei ricavi dalla ricerca e l'altra metà dal display advertising (semplificando, i nuovi formati di
banner, ndr), settore nel quale siamo i leader di mercato”.
Uno dei passi chiave del nuovo corso firmato
Bartz è stato l’accordo di collaborazione decennale con Microsoft e il motore di ricerca Bing, siglato a metà 2009. La società di
Redmond fornisce algoritmi in continuo sviluppo, mentre Yahoo! commercializza il prodotto, arricchendolo con servizi propri, ai grandi clienti. Dopo trimestri di
sofferenza, i primi risultati positivi cominciano a cogliersi: tra gennaio e marzo, la compagnia di Sunnyvale a registrato profitti per 310 milioni di dollari,
triplicando quelli di dodici mesi prima.
“I nostri canali di sport, finanza e intrattenimento sono i primi al mondo e i
più frequentati”, prosegue Bartz, ricordando gli accordi con le singole federazioni per trasmette sul proprio portale le migliori azioni
dei diversi campionati (calcio, basket, hockey, golf).
Nessuna sorpresa arriverà invece dal mercato mobile, per cui Yahoo! non
svilupperà un proprio sistema operativo: “Siamo più interessati al mondo delle applicazioni sui cellulari piuttosto che a un sistema
operativo vero e proprio. Per quello ci appoggiamo a operatori come Samsung ma anche su Android, con i quale abbiamo appena siglato un'intesa per la distribuzione
di servizi come la mail, messenger, Flickr e le nostre news”.
Servizi più che prodotti o piattaforme, questa sembra essere anche la linea futura di Yahoo!, che può avvalersi delle relazioni con Microsoft per quanto riguarda software operativi e investimenti strutturali. Micrsoft che, nonostante qualche voce di corridoio, non comprerà la sua sodale: “Non siamo in vendita”, dice Carol Bartz, che ancora non ha restituito del tutto identità alla sua società, ma sembra essere sulla strada giusta.