Il 34% degli utenti è disposto a pagare per news online

17/03/2010 15:03

Il dibattito è costantemente all'ordine del giorno e Nielsen ha chiamato in causa il vero ago della bilancia: gli internauti. 27.000 individui di 52 paesi del mondo sono stati interrogati in merito alla possibilità di pagare le notizie online. Circa un terzo (34%) di tutti gli intervistati si è detto disposto a mettere mano al portafoglio per accedere alle notizie sul web. Particolarmente propensi in America Latina (40%) e meno orientati a farlo in Nord America (27%). In media l'Europa (32%).

Le percentuali, di tutto rispetto, sono terreno incolto: ad aver già pagato per la fruizione di notizie su internet è solo l'8%. Resta quindi un 25% abbondante da convincere e al quale sottoporre contenuti degni da giustificare un pagamento. A rifiutare categoricamente uno scenario di questo tipo è il 58% del campione preso in considerazione.

Allargando l'analisi al pagamento di tutti i tipi di contenuti, si evince che l'85% preferirebbe ovviamente che tutto fosse gratis e che musica, spettacoli teatrali e giochi sono le categorie per cui gli utenti sarebbero maggiormente disposti a investire economicamente online.

Tornando a mettere la lente d'ingrandimento sui prodotti editoriali, si scopre che le riviste giustificano un pagamento più dei quotidiani e che le notizie internet-only hanno meno appeal dei contenuti esistenti anche sotto forma cartacea.

I più propensi a pagare sono gli utenti sotto i 35, ovvero coloro i quali che con la rete hanno più dimestichezza e danno maggior valore ai contenuti digitale e al contempo i quali sono abituati da sempre a disporre di contenuti gratuiti.

I favorevoli ritengono che le news dovrebbero rispettare dei criteri precisi, prima di diventare un bene a pagamento: ad esempio permetterne il libero utilizzo e la condivisione una volta scaricate le informazioni e prevedere l’eliminazione della pubblicità (64% degli intervistati). I favorevoli ritengono però che le news dovrebbero rispettare dei criteri precisi, prima di diventare un bene a pagamento: ad esempio permetterne il libero utilizzo e la condivisione una volta scaricate le informazioni e prevedere l’eliminazione della pubblicità (64% degli intervistati).


Le aziende stanno sperimentando diverse tipologie di pagamento, da un abbonamento full service a delle transazioni individuali, con micro-pagamenti (eventualità preferita dal 52% degli intervistati).

Un altro aspetto da non sottovalutare è che quasi la metà degli intervistati (47%) si dichiara disposta ad accettare più pubblicità per ridurre il costo dei contenuti a pagamento. Questa percentuale è più alta nelle regioni meno industrializzate (55% in Asia Pacifico e 57% in Medio Oriente, Africa e Pakistan) mentre scende al 40% circa in Europa e Nord America.