Par condicio ribaltata: tornano i talk show?

12/03/2010 11:48

Il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi presentati da Sky e La7 (via Telecom Italia Media) contro la nuova normativa sulla par condicio, che aveva costretto le reti televisive a rivedere pesantemente o a sopprimere gli approfondimenti giornalistici ad argomento politico.

La sentenza, dunque, mette in condizioni le reti private di aggirare le restrizioni imposte dall’Agcom in seguito all’applicazione della norma voluta per la tv pubblica dalla Commissione di vigilanza Rai. Torna così impari la situazione tra Viale Mazzini e gli altri canali.

Sky Italia ha accolto con soddisfazione la decisione del giudice, mentre i protagonisti del giornalismo televisivo ‘in chiaro’ chiedono una revisione delle decisioni prese dai vertici del servizio pubblico: “Si comincia smantellare il castello di illegalità - ha detto Michele Santoro - Aspettiamo ora di capire le motivazioni per vedere quanto il Tar intervenga, anche se indirettamente, sul regolamento della Commissione di vigilanza”.

Immediate anche le reazioni del mondo politico, con il centro-sinistra rinfrancato dalla sentenza:La sospensione del regolamento Agcom per le tv commerciali decisa oggi dal Tar e’ una chiara bocciatura della norma-bavaglio imposta dalla destra in commissione di Vigilanza Rai” ha affermato Paolo Gentiloni del Pd, supportato dal suo compagno di partito (e membro della Vigilanza) Vincenzo Vita, che ribadisce di attendersi una revisione da parte del Cda aziendale.


Il consiglio di amministrazione Rai si riunirà lunedì:
c’è la possibilità che anche a Viale Mazzini decidano un cambio di rotta, o quanto meno la riammissione in palinsesto di talk show quali Porta a Porta, Ballarò e Annozero, pur se riorganizzati secondo il recente regolamento.