
09/03/2010 16:08
E’ cominciata la campagna elettorale e le polemiche politiche si inaspriscono. Il tubo catodico nostrano è stato precocemente anestetizzato dal nuovo regolamento - più restrittivo - sulla par condicio, che ha procurato la sparizione, per un mese, dei programmi di approfondimento Rai.
Proprio per questo stravolgimento non previsto dei palinsesti, Altroconsumo e Cittadinanzattiva hanno depositato al Tar Lazio il ricorso contro la delibera del Consiglio di amministrazione della televisione pubblica, che il 1 marzo ha sospeso preventivamente Porta a Porta, Annozero, L’ultima parola e Ballarò.
Le associazioni lamentano “l’assoggettamento di tutte le trasmissioni di informazione alle regole della comunicazione politica” e lo svilimento del network di Stato, per altro sovvenzionato dai cittadini: “Se il servizio pubblico abdica ai propri doveri di fornire pluralità di contenuti informativi in vista delle elezioni amministrative - si legge nei documenti del ricorso - gli utenti non riconosceranno più la funzione di servizio pubblico alla Rai. Funzione per la quale gli utenti pagano il canone”.
Il pubblico protesta, mentre i diretti interessati (conduttori e autori dei programmi saltati) cercano vie alternative per proseguire il loro lavoro.
“Se non possono venire i candidati da noi, andremo noi da loro”, dice Giovanni Floris, prospettando l’idea di un Ballarò itinerante tra le Regioni, alla ricerca di informazioni e curiosità sui temi elettorali. “Abbiamo già contattato gli staff di alcuni candidati e altri ne contatteremo oggi - prosegue il giornalista - proponendo loro di ospitare nei capoluoghi di regione un talk itinerante. Si potrebbe fare in un teatro, o in un qualsiasi luogo pubblico, dovunque insomma, visto che non possiamo andare in onda”.
Escamotage dettati dalla nevrosi televisivo-elettorale del periodo, verrebbe da dire.
“Non rinunciamo al nostro ruolo di giornalisti - conclude Floris - Ci teniamo a lavorare, tanto più in un momento cruciale della vita democratica come sono le elezioni”.
La fame aguzza l’ingegno! In questo caso è fame di verità, desiderio di normalità. Una informazione spesso parziale e astutamente manipolata impedisce al lettore/ascoltatore di farsi una propria opinione e lo costringe ad affidarsi a qualcuno di cui si fidi. Non c‘è niente di meno democratico! Solo una stampa libera può consentire l’esercizio effettivo della scelta. La par condicio dunque può essere intesa solo come equilibrio tra chi detiene temporaneamente il potere e chi deve esercitare il necessario controllo: il cittadino. Dateci dunque gli strumenti necessari per implementare i diritti sanciti dalla Costituzione.