Internet è un diritto fondamentale

08/03/2010 15:16

Quattro persone su cinque (79%), in tutto il mondo, ritengono che l'accesso a internet sia un diritto fondamentale. Il dato, rilevante ed estremamente attuale visiti i problemi che attanagliano la libertà in rete da una parte all'altra del globo, è emerso da un sondaggio commissionato da Bbc e condotto su 27 mila adulti di 26 paesi.

 

La percentuale dei sostenitori del web come diritto per ogni cittadino aumenta se si chiamano in causa gli internauti, 87%, e rimane ragguardevole, 71%, anche fra chi al momento non può collegarsi alla rete.

I paesi più sensibili alla questione si sono dimostrati essere Corea del Sud (96%), Messico e Cina (87%), a dimostrazione del fatto che la censura contribuisce ad aumentare la consapevolezza in materia.

Internet, secondo l'analisi, viene visto come portatore di libertà (78%), veicolo preferenziale per l'apprendimento (90% ) e piattaforma per trascorrere il tempo libero e rimanere in contatto con amici virtuali e non (50%).

Le percentuali, alte e concordi nel riconoscere gli aspetti positivi del medium in quanto tale, iniziano a scendere quando si affrontano discorsi come libertà d'espressione o di opinione: meno della metà degli intervistati (48%) indica il web come posto di sicuro dove dire la propria e il 49% afferma con sicurezza che non sia il luogo migliore dove esporsi.

A sentirsi meno liberi in questo senso sono i giapponesi (65%), i sudcoreani (70%), i francesi (72%), i tedeschi (55%) e i cinesi (55%). Danno invece libero sfogo a pensieri e opinioni online il 70% degli indiani, il 74% dei ghanesi e il 73% dei kenioti.

A livello mondiale c'è una spaccatura abbastanza netta fra chi ritiene che il governo dovrebbe dire la sua su ciò che viene pubblicato e chi non auspica una situazione del genere. Il 53% ha affermato che "internet non dovrebbe mai essere controllato dal governo". Sono particolarmente concordi su questo punto in Corea del Sud (83%), Nigeria (77%) e Messico (72%).

Tornando al ruolo che internet ha quotidianamente, il 44% lo definisce indispensabile per la sua vita. Picchi di dipendenza si registrano in Giappone (84%), Messico (81%) e Russia (71%). Potrebbero tranquillamente farne a Meno in Pakistan (19%), Filippine  (21%), Turchia (27%), Brasile e India (entrambi 29%).

L'utilizzo spazia dalla ricerca delle notizie (47%) all'interattività con le altre persone (32%). Le preoccupazioni maggiori sono di subire frodi informatiche (32%), imbattersi in contenuti violenti (27%) e subire violazioni della privacy (20%).


“Il diritto a comunicare non può essere ignorato - ha commentato alla BBC  Hamadoun Toure, segretario generale dell’International Telecommunications Union (ITU), agenzia Onu per le Tlc - Dobbiamo considerare internet una infrastruttura di base, proprio come le strade, l’acqua e lo smaltimento dei rifiuti”.

  1. mariolino  Mar 9, 11:29 AM

    vista la continua diffusione di internet e l’esigenza di tutelarsi dai cybercrimini ormai all’ordine del giorno, si sta pensando di istituire una “patente internet”,come afferma Eugene Kaspersky in questo articolo http://www.loccidentale.it/articolo/mr.kaspersky%3A%22una+patente+per+navigare+su+internet+contro+i+rischi+del+cybercrime%22.0087276 che ne pensate?