
05/03/2010 11:11
Di Giorgio Bellocci
Lo scorso ottobre, senza particolari celebrazioni, è caduto il centenario della morte di Cesare Lombroso, giurista, antropologo, e criminologo di vaglia. Il suo lavoro fu fortemente influenzato dalla fisiognomica, disciplina di antiche origini, e da idee provenienti dal cosiddetto “darwinismo sociale”. Al giurista è legato l’utilizzo dell’aggettivo “lombrosiano” che come è noto investe la teoria da lui elaborata secondo cui i tratti di una personalità criminale sono correlati a tare e anomalie somatiche (ma con il passare del tempo la connessione si è imposta anche per caratteristiche più blande rispetto a prerogative criminali).
C’è chi trova oggi il lavoro di Lombroso superato, e chi come il sottoscritto ne intravede ancora le tracce nella società in cui viviamo... Penso sempre a Lombroso, per esempio, quando mi capita di vedere Mauro Masi, direttore generale della Rai. Di Masi si parla molto in questi giorni perché viene proprio da lui l’indecente proposta di cancellare i programmi d’approfondimento della Rai per tutto il periodo delle consultazioni elettorali. Creando un evidente danno economico per la tv di stato (con conseguenti benefici per Mediaset), e insultando quel 30% di italiani che pagano il canone, Masi si è preso una bella responsabilità.
Ed è pure riuscito nell’incredibile impresa di mettere d’accordo non solo Bruno Vespa e Michele Santoro, ma anche, solo per fare due esempi di opinionisti, il conservatore Pigi Battista e la progressista Concita De Gregorio. Tutti sanno che Masi è stato insediato in Rai da Silvio Berlusconi, alla pari di Augusto Minzolini e di personaggi che hanno invece svolto un ruolo dirigenziale in Mediaset: su tutti Alessio Gorla, membro del Cda. Insomma, qui siamo ben oltre la storica lottizzazione perché le manovre dei vecchi partiti della prima Repubblica erano almeno molto più rispettose del telespettatore, senza contare l’assenza di un tale palese conflitto d’interessi.
Masi, tornando a Lombroso, non ha ai miei occhi un profilo criminale, naturalmente, ma la sensazione che a pelle mi offre è quella di un personaggio ambiguo e per di più senza una preparazione specifica per occuparsi di televisione (proviene dal mondo dell’economia). Il nostro, per altro, non si è fatto mancare nulla dal momento che dalle intercettazioni del caso Protezione civile emerge un suo intervento presso Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio nazionale dei Lavori pubblici, per trovare una sistemazione al fratello della sua compagna...