
12/02/2010 09:24
La Rai resta al centro delle polemiche e del dibattito politico. In vista delle consultazioni regionali, oltre a garantire la par condicio, le trasmissioni delle tre reti pubbliche dovranno, qualora trattassero temi politici, essere strutturate come vere e proprie tribune elettorali.
Il provvedimento, pro- posto dal centro-destra, è stato votato dalla commissione di Vigilanza con l’opposizione del Pd. Salteranno così gli appuntamenti con Porta a porta, Ballarò, Annozero e In mezz’ora, a meno che i conduttori non decidano di rispettare la norma (in vigore dal 28 febbraio al 28 marzo) o di andare in onda in una fascia oraria diversa dall’originale. Di fatto, la Vigilanza assimila alle regole della comunicazione politica le trasmissioni di argomento politico.
Un qui pro quo semantico dettato da interessi non televisivi, che rischiano di imbavagliare l’informazione del servizio pubblico, mentre Mediaset - a meno di decisioni dell’Agcom - potrà proporre una programmazione regolare. Il centro-sinistra grida al soffocamento della libertà d’espressione, mentre Silvio Berlusconi plaude alla chiusura delle “tra- smissioni pollaio”.
La Rai sprofonda da sempre nelle sabbie mobili della politica: più le (poche) menti luci- de rimaste a Viale Mazzini si battono per evitare il soffocamento definitivo della tv di Stato, più il fondo si abbassa, inghiottendone la carcassa. La discesa continua,