
02/02/2010 14:51
Il decreto sulle telecomunicazioni in fase di discussione parlamentare, dopo l’approvazione di una prima bozza lo scorso 20 gennaio, trova opposizione non solo tra gli esponenti della minoranza, ma anche tra politici del Pdl. Nodo focale dello scontro, il filtro da applicare al web per regolarne traffico e contenuti.
Paolo Murgia, deputato della maggioranza di centro destra e membro della commissione Cultura alla Camera, sottolinea come le parti del decreto riguardanti la rete siano “assolutamente da rivedere”.
Murgia si dice d’accordo con l’intervento molto critico verso il progetto legislativo fatto nei giorni scorso dal garante Corrado Calabrò: “Il filtro internet - spiega in una nota il deputato - è restrittivo e rischia di risultare del tutto inefficace. Sono d’accordissimo sul perseguire, anche penalmente, tutti quei soggetti che attraverso i siti delinquono a vario titolo, le leggi esistono già”.
Il rischio è però quello di limitare oltre modo “un settore considerato decisivo per lo sviluppo della democrazia e l’affermarsi dei diritti civili, come insegna il caso dell’Iran”. Secondo Murgia, c’è poi da considerare l’impatto economico di un giro di vite a internet e al suo mercato: “Bisogna comprendere come funziona la rete e allontanare la pretesa di controllare tutto. Vorrei ricordare che il web è anche terra di opportunità economiche. A titolo d'esempio valga il dato che il 40% delle prenotazioni turistiche viene fatto online e l'Italia è un paese turistico”.