Aiuto per i drogati di internet

29/01/2010 10:57

Aumentano le richieste di aiuto dei malati di web, disturbo che colpisce soprattutto uomini sotto i 40 anni. A Roma c’è un centro specializzato per la cura

 

Internet e il social networking mietono le loro vittime: i malati di Twitter e Facebook sono in aumento, tanto da necessitare la nascita, a Roma, di un  centro specializzato per una dipendenza che, sempre più spesso, mette a rischio vita privata e sociale. “Finora abbiamo seguito 50-60 persone” ha rivelato lo psichiatra Federico Tonioni, coordinatore dell’ambulatorio dedicato all’Internet Addiction Disorder presso il Politecnico Gemelli di Roma.

 

Secondo uno studio dell’Adnkronos, le tipologie di pazienti presi in cura si dividono in due tipi: uomini tra i 25 e i 40 anni con l’ossessione dei giochi di ruolo su web o d’azzardo, chat, sesso virtuale e tutto quello che concerne il mondo virtuale, e adolescenti che interagiscono quasi esclusivamente con il computer di casa, lasciando perplessi i rispettivi genitori. “Si sono delineati due livelli di intervento distinti, relativi a due sottogruppi di pazienti con motivazioni e modalità di approccio sostanzialmente differenti” ha affermato il coordinatore Tonioni, sottolineando che i primi casi hanno confermato le attese secondo le quali, ad avere necessità di un sostegno contro la web dipendenza, sono soprattutto gli uomini sotto i 40 anni.

 

In un primo gruppo (uomini tra i 25 e i 40 anni) ci sono persone afflitte da un rapporto patologico col web e che hanno sviluppato dipendenze diverse come sexual addiction, passione per il gioco d’azzardo e giochi di ruolo. “Abbiamo notato una tendenza ad attivare dinamiche di controllo sulla fedeltà via web” ha aggiunto lo specialista. Molto diffusa infatti è la pratica di fingersi qualcun altro, riuscendo così a introdursi nella cerchia di amicizie virtuali della fidanzata di turno, per spiarne le mosse.

 

Vi è poi un secondo livello, formato da adolescenti tra i 13 e i 20 anni, accompagnati da genitori allarmati da un calo delle prestazioni scolastiche. Il problema, in questo caso, sono i giochi di ruolo. Il profilo di questo gruppo è quello di ragazzi intelligenti e più maturi di altri, con una netta propensione all’isolamento e alterazioni nell’ambito dell’emotività. Elementi che potrebbero essere sottovalutati in quanto caratteristiche di tutti gli adolescenti, ma che, in questo caso, sono molto più accentuati. Gli esperti inoltre individuano 5 sottotipi diversi di patologie: la cyber-sexual addiction (sesso virtuale e pornografia), la cyber-relation addiction (social network), la net compulsion addiction (gioco d’azzardo, shopping e commercio online), l’information overload (ricerca ossessiva di informazioni) e la computer addiction (coinvolgimento in giochi virtuali o di ruolo).

 

Il malato di internet, in generale, risponde a sette principali sintomi individuati nel 1995 dallo psichiatra americano Ivan Goldberg. Innanzitutto c’è il bisogno di trascorrere periodi sempre maggiori in rete, poi vi è la marcata riduzione di interesse per attività al di fuori di internet. L’internet Addiction Disorder (IAD) si caratterizza anche per la necessità di accedere alla rete con maggior frequenza e l’impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l’uso di internet. E infine, da non trascurare, ci sono il dispendio di attività collaterali collegate alla rete e l’abuso del web nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici.

 

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Facebook e Twitter, una sfida tra social network

A primeggiare tra i social network, è Facebook, coi suoi 350 milioni di utenti in costante crescita, contro i “soli” 6 milioni di utenti che cinguettano su Twitter. Per chi ancora non lo sapesse, Facebook, ideato da Mark Zuckerberg, all’epoca studente diciannovenne di Harvard, permette di creare un profilo pubblico che consente di interagire con una vasta cerchia di amici, conoscenti e colleghi. Foto, file, video e brevi messaggi possono essere aggiornati e condivisi in tempo reale. Ogni utente ha una media di 130 amici e, secondo gli ultimi dati, il 50% degli iscritti si connette quotidianamente. Per chi invece preferisse la concisione esiste Twitter, parto della Obvious Corporation di San Francisco, che permette di creare una pagina personale in cui scrivere un messaggio della lunghezza di 140 caratteri, i cosiddetti cinguettii (Twitter significa cinguettio) visibili dal proprio entourage di riferimento.

 

• Maria Sole Bosaia