
26/01/2010 16:22
La situazione dell’editoria italiana e della filiera della carta è grave, la crisi economica ha colpito in modo pesante e sembrano ancora lontani i giorni della ripresa. A ribadirlo sono le associazioni di categoria dell’intera filiera di carta, editoria e stampa, che si sono riunite questa mattina presso la sede della Fieg, la Federazione italiana degli editori.
“Ci riuniamo per fare un discorso di sistema. La crisi è evidente e la situazione è ancora molto critica - ha detto il padrone di casa Carlo Malinconico, presidente della Fieg -. La riduzione dei ricavi è stata significativa con un -22% per i ricavi pubblicitari e una contrazione delle vendite che va tra il 6 e l’8 per cento. Siamo intervenuti nella riduzione deu costi per non andare ad intaccare i posti di lavoro, che comunque hanno segnato un -2,4%. Sappiamo che la carta stampa nei consumi delle famiglie ha un valore marginale ma è pur vero che il pluralismo trova il suo punto di forza nell’informazione per questo chiediamo un intervento deciso da parte delle istituzioni - ha aggiunto -. Interventi di tipo strutturale con la modifica e l’aggiornamento di una legge ormai vecchia di 30 anni. Serve un quadro normativo aggiornato per difendere il prodotto, con regole chiare e che non vada a contraddire le nostre esigenze”.
Lo spaccato poco felice della situazione è stato evidenziato da uno studio fatto da Alessandro Nova dell’Università Bocconi, che ha messo in luce come il sistema della filiera, ed economico in generale, abbiamo sia un sistema lento nella ripresa, rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea.
“In più chiediamo interventi normativi per quel che riguarda la raccolta pubblicitaria ora fagocitata dal sistema radiotelevisivo - ha proseguito nel suo intervento Malinconico - e per quel che riguarda il sistema della distribuzione, con la possibilità di dare alle edicole di diventare distributrici di servizi e non solo una fonte di distribuzione di un’insieme confuso di carta stampa”.
Queste le richieste a medio-lungo termine su cui parlare e confrontarsi, poi ci sono gli interventi urgenti: “Tutelare il valore editoriale, ripristinare il credito d’imposta del 10% della spesa sostenuta dalle imprese per l’acquisto della carta utilizzata negli anni 2009 e 2010, sostenere la pubbicità trattandola come un investimento e non come un costo, parificare l’iva del prodotto on line a quello cartaceo”.
Un grido d’allarme, l’ennesimo, di un settore che non trova risposte: “Noi spesso riceviamo e vediamo tante buone intenzioni - ha affermato Paolo Culicchi, presidente dell’Assocarta - poi ci scontriamo con la realtà dei fatti, ossia uno Stato finanziariamente debole. Quello che chiediamo è la valorizzazione tecnologica e l’automatica defiscalizzazione di questa. Noi siamo dormienti nello sviluppo industriale, la mancanza di investimenti ci porta ad essere vecchi, certo qualche sintomo di ripresa c’è ma è una ripresa lenta”.
Di Giorgio Bellocci
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