
14/12/2009 19:13
Il tam tam mediatico scatenatosi in seguito
all'aggressione di Silvio Berlusconi da parte di Massimo Tartaglia conquista anche la prima serata: andrà in onda su Raiuno uno Speciale
realizzato da Porta a Porta e Tg1. Slitta dunque la puntata di Un caso di coscienza 4. Su Canale 5 sarà trasmesso regolarmente l'appuntamento con
il Grande Fratello
10.
L'approfondimento serale arriva dopo una giornata in cui tutti i contenitori pomeridiani (La Vita in Diretta, Pomeriggio 5, ecc)
si sono occupati minuziosamente della vicenda e i gruppi nati (o rinominati) su Facebook sono stati protagonisti dei dibattiti.
Berlusconi, che non sarà dimesso prima di domani, non potrà ovviamente essere presente in puntata. E' probabile che
interverrà con una telefonata.
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La pagina di Facebok dedicata a Massimo Tartaglia, che al
momento conta 51.331 fan, è solo il punto di partenza di una battaglia senza esclusione di colpi (di social network) che si è scatenata
dall'aggressione di ieri a Silvio
Berlusconi e che ha rapidamente coinvolto il mondo della politica. Al momento, digitando Massimo Tartaglia su Facebook ci si addentra in un universo
composto da 432 risultati, fra gruppi pro e contro e post degli iscritti alla popolare community.
La generazione spontanea e immediata di messaggi di
sostegno al 42enne che ha colpito il Premier ha suscitato la reazione dei consiglieri del Pdl della Regione Liguria, secondo i quali i messaggi
comparsi su Facebook - come "Tartaglia ha sbagliato doveva sparargli", "Credo che quest'uomo nella sua 'infermità abbia solo fatto
ciò che è normale"! o "E' sempre troppo poco, doveva colpire meglio" - ispirano l'odio politico.
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha chiesto un rapporto alla polizia postale per fare chiarezza sul clima che si registra in rete e
la parlamentare del Pdl Gabriella Carlucci ha colto l'occasione per rilanciare la proposta di legge anti-anonimato presentata alla Camera dei Deputati qualche
mese fa.
"E’inconcepibile e inaccettabile che al gesto incontrollato di un folle sia seguita l’adesione fredda e cosciente di
migliaia di persone. I social network non sono più luoghi di incontro e socializzazione virtuale. Si sono trasformati in pericolose armi in mano a pochi
delinquenti che sfruttando l’anonimato, incitano alla violenza, all’odio sociale, alla sovversione”, ha affermato Gabriella
Carlucci.
Il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, ha chiesto al Viminale di "oscurare i siti in cui si
inneggia alla vigliacca aggressione subita dal presidente del Consiglio".
Non si tratta dei primi dissapori fra la maggioranza e i
gruppi di Facebook: a fine ottobre la procura di Roma aveva aperto un fascicolo d'inchiesta sul gruppo intitolato 'Uccidiamo Berlusconi' con
con l'ipotesi di reato di minacce gravi. I fondatori della pagina ovviarono al problema cambiando l'intestazione con un più tenue 'Berlusconi rispondi
alle nostre domande'.
L'escamotage deve aver colpito i sostenitori del premier, che questa mattina hanno cambiato titolo al
gruppo 'Made in Italy' scegliendo un più attuale 'Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan Massimo Tartaglia' e coinvolgendo, a loro
insaputa, oltre 380.000 membri.
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“Silvio Berlusconi lascia due denti a Milano”. Così apre stamani la sezione degli esteri di
Libération. La risonanza mediatica dell’aggressione a Silvio Berlusconi è stata ovviamente enorme anche oltre confine.
Il
quotidiano francese, non senza una punta di sarcasmo, prova ad analizzare lo stato confusionale e di nevrastenia che sembra dominare la vita pubblica italiana, tra
scontri politici e svilimento delle istituzioni, personalismi prevaricanti e opposizioni troppo fiacche. “Il primo ministro italiano preoccupato per
l’atmosfera di violenza” spiega El Mundo, denotando l’instabilità cronica del nostro paese e lanciando un allarme sul
degrado violento dello stesso.
A colpire i giornali stranieri, più di quanto sia accaduto finora sui mezzi d’informazione nostrani, è
l’attacco al simbolo Berlusconi, eponimo dell’Italia di oggi e degli ultimi trent’anni. Così non è difficile leggere nel titolo di
The Times una sorta di legge moderna del contrappasso: “Berlusconi colpito in volto da un modellino del Duomo”, scrive la
testata di proprietà di Rupert Murdoch, da anni in rotta di collisione, per questioni d’affari, con il factotum del Pdl. Sulla stessa lunghezza
d’onda anche The Independent: “Sanguinante ma non piegato, Berlusconi insiste: ‘non mi fermeranno’”. Il
quotidiano britannico ripercorre le recenti disavventure del premier, restituendone un’immagine ferita ma anche un’impressione disturbata e
disturbante, quella di un mito incrinato ma comunque bastante a se stesso e continuamente dedito a (ri)alimentarsi di continuo, eludendo la realtà
circostante.
Ma il fatto è molto meno complesso di quanto si possa scrivere e immaginare. Scevro da ogni analisi a doppia faccia,
l’accadimento si mostra innanzitutto come risultato di un deficit di sicurezza, come ricorda The Washington Post che parla di “Un
aggressore che frattura il naso di Berlusconi”. “Berlusconi aggredito dopo un comizio” riporta invece, freddamente professionale, Le
Figaro. Come a voler ricordare che il gesto in sé non può fungere da supporto per alcuna teoria del consenso o del dissenso.
Anche
perché è stato il gesto di uno squilibrato: “Berlusconi aggredito a Milano da un pazzo” strillano le nove colonne de El
Pais. E, forse, è proprio questo a suscitare inconsciamente tanto clamore: che per infiltrare il sistema (di sicurezza, di opposizioni ingessate, di
mitologie costruite su fango e sabbie mobili) sia bastata una scintilla di follia.
ci sarà anche il plastico di Piazza Duomo?
Noi siamo ciechi e la nostra guida non ci vede.
Noi siamo sordi e la nostra guida non ci sente.
Noi siamo malconci e la nostra guida è tumefatta.
Noi siamo nel mirino e la nostra guida è il bersaglio.
Noi siamo perdenti e la nostra guida non vincerà mai.
Noi siamo pazzi e la nostra guida è fuori di testa.
Noi siamo come lui e lui non è meglio di noi.
Chi è senza peccato scagli la prima chiesa.
E se alllo “squilibrato” fosse stato offerto da qualche DP o personaggio simile un pacchetto di caramelle per compiere quel gesto??
Rosy Bindi provasse i trattamenti di Bellarmino alle presunte streghe
Dovreste far rivedere BLOB di ieri sera più o meno all’ora dell’attentato, sugli interventi di FO,Mannoia,Ovadia e altri al NO B Day! sono un’incitamento alla violenza contro Berlusconi
Diciamoci la verità quel porco di DI PIETRO “ex magistrato” ha sfruttato la magistratura per diventare onorevole.Con l’Inchiesta Mani Pulite ha colpito la Prima Repubblica senza però toccare nessun comunista… portando sulla coscienza molti suicidi. Allora non si pensava nemmeno lontanamente che il GRANDE SILVIO poteva scendere in politica e diventare Premier oltre che unico ostacolo al loro piano di governare l’Ialia altrimenti lo avrebbero incriminato come hanno fatto con gli onorevoli di allora.Oggi stanno cercando in tutti i modi di abbatterlo con la magistratura in primis e con anno zero poi. Dimenticando che il popolo lo ha voluto e lo vuole premier e non solo il PDL bensì tutto il popolo Italiano. FORZA SILVIO