Il movimento Wired Italia e Wired.it

20/11/2009 11:02

Intervista a Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, sul rapporto tra informazione e web. Senza scordare la carta stampata.

Internet, come la campagna a favore dell’assegnazione del Nobel per la Pace 2010 al web si propone di sottolineare, promuove la comunicazione. Allo stesso tempo, la stravolge e la mette in condizione di riscoprirsi e reinventarsi. Stesso discorso, accentuato da problemi legati a monetizzazione, autorevolezza e sopravvivenza economica, per il mondo dell’informazione, contemporaneamente esaltato dalle possibilità offerte dalla rete e messo in ginocchio dalle difficoltà che si sono venute a creare. Wired, mensile edito da Condé Nast e presente nelle edizioni statunitense, britannica e italiana, è anche detto La Bibbia di internet e, in quanto tale, gioca un ruolo di primo piano in questo contesto.

Internet aiuta a fare giornali migliori. I giornalisti non sono più una casta che fa circolare le informazioni senza confrontarsi con il resto del mondo. Il rapporto diretto con i lettori, garantito dalla rete, obbliga a un confronto che rende inevitabilmente il prodotto qualitativamente migliore”, spiega Riccardo Luna.

Il problema della sopravvivenza economica resta e, ad oggi, gli editori non sono stati in grado di individuare un modello commerciale che permetta all’industria dell’informazione, cartacea e non, di sopravvivere durante l’era digitale.

“Internet non è stato considerato per anni. Siamo stati probabilmente miopi in questo senso. Non ci siamo accorti che era in atto una grande rivoluzione, con la quale adesso, volenti o nolenti, bisogna fare i conti. La soluzione va cercata, studiata e applicata, afferma Luna.

La soluzione, prendendo in considerazione l’iniziativa di Rupert Murdoch che proprio questa settimana ha annunciato l’inserimento di un sistema di pagamento per il sito di The Times, potrebbe essere quella di applicare una tariffazione alla fruizione delle notizie.

“Si, potrebbe essere questa la via - ritiene Luna -. Il pagamento deve però essere necessariamente commisurato al valore del prodotto. I giornali cartacei sono sempre stati pieni di informazioni e articoli inutili. Pagine e pagine stampate unicamente per raccogliere pubblicità. Laddove, sul web appunto, queste logiche vengono a mancare, si deve far pagare esclusivamente contenuti utili e interessanti. Kindle (lettore digitale di ebook, ndr) potrebbe incentivare il mercato dell’informazione digitale - suggerisce Luna -. Bisogna in ogni caso tenere presente che per migliorare la produzione è necessario imparare a gestire il fattore tempo, altro aspetto profondamente mutato dalla rete”.

Quale il ruolo, in un panorama in cui il web è destinato a diventare preponderante, della carta stampata? E, soprattutto, quale il rapporto tra una rivista, come Wired Italia, e il suo sito web, Wired.it?

Un sito internet è in questo momento indispensabile per una rivista o un quotidiano cartaceo che si rispetti. Le aziende chiedono integrazione per veicolare i loro messaggi pubblicitari e i lettori della carta stampata cercano un contatto diretto con chi produce le notizie. Wired.it, che recentemente è stato dislocato a Milano (dopo un periodo iniziale durante il quale veniva gestito da Londra, ndr) e Wired Italia sono parte di quello che si può definire ‘un movimento’. Non possono prescindere l’uno dall’altro e procedonoparallelamente. La rete gioca poi un ruolo preponderante anche con i social netwok, che mi permettono - racconta Luna - di comunicare in tempo reale con i lettori e di stabilire un contatto diretto in totale assenza di barriere temporali”.

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Riccardo Luna, classe 1965, è il direttore di Wired Italia (Stefano Rocco dirige Wired.it). La testata mensile, che in Italia ha solo 10 mesi di vita, ha una diffusione di oltre 90.000 copie. Il portale conta 230.000 visitatori unici e 850.000 pagine viste.


• Martina Pennisi

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