Il giornalismo integrato

13/11/2009 11:23

Intervista a Giuseppe Smorto, condirettore di Repubblica.it, sul rapporto tra informazione e web. Senza scordare la carta stampata.

I lettori sono sempre più digitali; l’utenza internet, ormai matura, richiede informazione di qualità; i giornalisti declinano news e approfondimenti a rigor di nuovo mezzo, mentre gli editori cercano di recuperare con i portali web gli introiti perduti sulle pagine di carta, vittime dell’emorragia pubblicitaria.

“Il giornale ha ormai sviluppato un vero e proprio modello integrato. La contrapposizione tra mezzi (o piattaforme) è superata, non ha più senso d’esistere: a internet spetta il compito di dare la notizia, il nocciolo dell’informazione, alla carta stampata restano gli approfondimenti”.

Parola di Giuseppe Smorto, responsabile di Repubblica.it, uno dei portali all-news italiani più popolari.

“Il dualismo web-carta è sbagliato in principio, giornalisticamente e come modello di business. Il sito, per qualsiasi quotidiano, è qualcosa di necessario e imprescindibile anche quando non produce utili”.

E’ proprio il difficile rapporto tra investimenti ed entrate incerte a minare il percorso online di molte imprese editoriali. Difficile monetizzare l’enorme traffico di internauti-lettori, così la soluzione più immediata sembra essere l’accesso a pagamento alle notizie.

“Il lettore web, giusto o sbagliato che sia, è abituato ad avere tutto gratis. E’ difficile intervenire in maniera corretta per mutare, anche parzialmente, quest’abitudine. Credo che una qualche forma di fruizione a pagamento sia necessaria. E’ insensato porre un limite all’accesso delle informazioni, perciò mi sembra più futuribile la via degli speciali a sottoscrizione: approfondimenti che intercettano bisogni particolari e specifici degli utenti, disposti a pagare per soddisfare le loro necessità. Per quanto riguarda la pubblicità, poi, il pubblico di internet è molto appetibile. Repubblica.it è in attivo da tempo, saremmo in grado di sopravvivere autonomamente”.

La rete ha cambiato la fruizione delle notizie, accrescendone la capillarità, ma ha anche cambiato il lavoro del giornalista, ora a confronto con modalità lavorative e tecnologie prima sconosciute.

“Il web lavora puntando sulla velocità, in tempo reale. Il rischio è che questa corsa si tramuti in superficialità e che si disattendano principi deontologici basilari. Il ruolo del giornalista, a dire il vero, non è cambiato molto: la redazione è ancora fondamentale, servono professionisti che selezionano le notizie e le contestualizzano. La redazione web di un grande giornale ha ormai la stessa considerazione e importanza attribuita alla gemella del formato cartaceo. Anche la qualità della scrittura, a mio parere, è equiparabile: si scrive allo stesso modo. Il rischio, ripeto, è credere che basti la velocità quando invece serve completezza”.

Un richiamo ai giornalisti che devono adeguarsi ai tempi, essere elastici e pronti a confrontarsi con una realtà professionale in rapida evoluzione:

“Servono figure bipolari - asserisce Smorto -. Il giornalista attuale non esiste se non è abile su web e su carta, se non è a due dimensioni”.

Il giornalismo integrato è realtà, almeno per quanto riguarda molti quotidiani di prima fascia. E’ però necessario continuare a perfezionare l’interazione con l’utenza, sfruttando al meglio le potenzialità del web.

“La multimedialità è il vero centro del portale online d’informazione, con apparati video e iconografici che, sempre più, vedono il lettore diventare protagonista. L’idea di Repubblica.it, nel breve termine, è quella di potenziare questo aspetto e di arricchire la sezione ‘Salute&Viaggi’” conclude Smorto.

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Giuseppe Smorto è condirettore, insieme a Vittorio Zucconi, di Repubblica.it. Il sito web del quotidiano La Repubblica, nel mese di ottobre, è stato visitato da 18 milioni di utenti unici, con una media di 1,5 milioni di accessi quotidiani. Nell’arco di trenta giorni, le pagine del giornale online del Gruppo Espresso sfogliate dagli internauti sono state oltre 700 milioni.

• Stefano Pini

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