Intervista a Leopoldo Damerini

03/07/2009 11:33

A spasso fra flop e conferme del palinsesto di casa nostra, in chiaro e non, dei telefilm con il massimo esperto italiano in materia.

Che l’universo dei telefilm stia vivendo un periodo di transizione è stato detto e ridetto. Che l’immediatezza del web, lo sciopero degli sceneggiatori Usa lo scorso anno, le scelte più o meno errate di collocazione nei palinsesti generalisti e la pluralità dell’offerta data da digitale e satellite abbiano messo sotto pressione un genere, quello delle serie tv appunto, che è tradizionalmente specchio delle generazioni alle quali si rivolge e, in quanto tale, destinato ad accompagnarne l’evoluzione è stato lampante durante questa stagione.

Per provare a dare una risposta ai numerosi interrogativi che circondano l’andamento altalenante del formato, in termini di ascolti e popolarità, abbiamo chiamato in causa l’esperto italiano per eccellenza in materia: Leopoldo Damerini, fondatore dell’Accademia dei Telefilm, autore del Dizionario dei Telefilm, mente pensante e organizzatrice del Telefilm Festival meneghino e di recente sugli scaffali delle librerie con La vita è un telefilm (Garzanti editore).

In merito alle scarse soddisfazioni della stagione televisiva che si sta per concludere Leopoldo Damerini ha affermato che “lo scorso anno si è raggiunto il climax della presenza dei telefilm nei palinsesti generalisti, 22%. Quest’anno il dato è sceso al 20%, facendo registrare una flessione prevedibile se si pensa allo sciopero degli sceneggiatori e al ritorno in auge dei reality. Quello che preoccupa è la crisi di idee. Ci sono state poche novità. Perciò sono alte le aspettative per il prossimo anno, si dovrebbero vedere importanti novità, grandi sceneggiature, forti, con personaggi strutturati”.

A proposito del calo degli ascolti
degli ultimi mesi, ha tenuto a specificare che “con la bella stagione è normale. Sarebbe meglio posticipare l’uscita di alcuni titoli”. L’atmosfera estiva e la scarsa presenza dei giovani davanti al piccolo schermo potrebbe essere uno dei problemi, ha ipotizzato Damerini, incontrati da 90210, spin-off del cult degli anni ‘90 trasmesso da Raidue: “90210 è un ibrido fra la serie originale e Gossip Girl (Italia 1), riadatta un raccolto cult e riprende qualcosa anche da The O.C. Purtroppo non riprende molto da Dawson’s Creek, miglior teen drama degli ultimi anni a mio parere. Ha smarrito qualche spettatore a causa del passaggio al digitale di Raidue, che ha comportato lo perdita del 3% di share, e probabilmente sarebbe stato meglio lanciarlo in autunno”, ha affermato e alla richiesta di lumi sul flop di Gossip Girl, ha risposto: “G.G. è arrivato in Italia già ‘vecchio’. Racconta storie precedenti alla crisi economica, adolescenti che spendono e fanno shopping sfrenato. E’ troppo edonistico e irreale. I telefilm sono ancorati alla realtà, basta poco perché diventino vecchi e falliscano nell’intento di rappresentare la realtà circostante”.
 
E’ anche vero che “l’iPhone generation sa perfettamente cos’è Gossip Girl anche se non è andato bene in termini di auditel”, ha proseguito, facendo notare che “l’auditel premia un pubblico anziano”, un pubblico che non rispecchia lo spettatore medio dei telefilm. A contribuire alla fama extra-televisiva di Gossip Girl è stata indubbiamente la rete internet che “è positiva per l’utenza ma toglie spettatori alla tv. La vittima reale del web è tuttavia il mercato dei dvd, molti titoli non vengono più prodotti ed è concreto il rischio di veder scomparire i cofanetti”.

E se il satelliteè positivo per la diffusione dei telefilm, ma ultimamente è diventato troppo dispersivo e ha perso la sua inclinazione a fidelizzare gli spettatori verso un determinato canale”, il digitale terrestregarantisce continuità e ha raccolto l’eredità del satellite entrando nel metabolismo di chi ama i telefilm”. Tornando alla tv generalista, Leo Damerini ha elogiato le serate a tema proposte dai palinsesti nostrani (serata Doc, serata Sci-fi, ecc.): “E’ una tecnica vincente. Fa gioco alle reti che preservano il prodotto per l’intera stagione ed è interessante per il pubblico perché garantisce la presenza di un contenitore sempre uguale all’interno del quale si possono addirittura mutare i titoli”.

Un titolo per la prossima stagione? Glee di Ryan Murphy, che potrebbe rappresentare l’eccellenza dal punto di vista qualitativo, e The Mentalist, vero simbolo della nuova stagione in quanto segna il ritorno definitivo all’indagine basata sull’intuizione.
 
Chi rischia il flop? Fringe, che si perde un po’ fra una puntata e l’altra. Questo non esclude tuttavia la possibilità che incontri i favori del pubblico. Glee debutterà mercoledì 16 settembre su Fox.
 
The Mentalist inizierà a settembre 2009 su Italia 1 ed è in onda in prima visione dal 28 aprile su Joy di Premium Gallery. Fringe, ideato dal creatore di Lost, è andato in onda su Steel dal 31 gennaio 2009 e debutterà nei prossimi mesi su Italia 1.


—————————————————————& #8212;————————————————
I SU E I GIU’ DI LEO DAMERINI

 SU   Nip/Tuck

 GIÙ  Tutte le serie mediche italiane (Terapia d’urgenza, Medici Miei, Medicina Generale, La scelta di Laura, ecc...)
—————————————————————& #8212;————————————————
I SU E I GIU’ DELLA STAGIONE

 SU  N.C.I.S., House, Ghost Whisperer, I Cesaroni, Csi, Cold Case, Grey’s Anatomy

 GIÙ 90210, Terminator: the Sarah Connor Chronicles, Terapia D’Urgenza
—————————————————————& #8212;————————————————
 
 
• Martina Pennisi