12/06/2009 09:49
Dopo la fiducia, la Camera approva il ddl Alfano con le
nuove regolamentazioni sulle intercettazioni e il loro uso giudiziario/informativo. Protestano opposizione, Anm e giornalisti.
La Camera dei
deputati ha approvato, a scrutinio segreto, il ddl Alfano sulle intercettazioni. Dopo le polemiche dei giorni scorsi e la fiducia chiesta e ottenuta dal Governo, il decreto sulle
intercettazioni telefoniche e il loro utilizzo in ambito giudiziario e informativo supera un altro scoglio. D’ora in poi l
e registrazioni
andranno conservate in archivi segreti dalle Procure e non potranno essere utilizzate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte
(tranne per i casi di mafia e terrorismo).
E’ inoltre sempre vietata la pubblicazione,
anche parziale, delle intercettazioni di cui è stata ordinata la distruzione: multe salate per gli editori che violano il divieto, mentre per i
giornalisti trasgressori è previsto anche l’arresto fino a 30 giorni. Le intercettazioni restano autorizzate quando vi sono evidenti indizi di
colpevolezza e per i reati le cui pene superano i 5 anni.
Le operazioni d’intercettazione
avranno una durata massima, anche non continuativa, di 30 giorni, e in caso di fuga di notizia il magistrato responsabile è passibile di
un’ammenda dai 500 ai 1032 euro. D
opo il voto sono scoppiate le proteste dell’opposizione:
“Oggi è morta la libertà di informazione, uccisa dall’arroganza del potere” hanno urlato in aula deputati di Pd e Idv, mentre
i giornalisti minacciano scioperi e disobbedienza civile.
Dura anche la reazione
dell’Associazione nazionale magistrati, che parla di “morte della giustizia penale”.