Cannes agli sgoccioli, tra Chanel e pronostici

22/05/2009 18:39

Si avvia alla conclusione la 62esima edizione del Festival del cinema di Cannes.

Domani si terranno le proiezioni degli ultimi film in concorso.
Menzione d’onore per Enter the Void di Gaspar Noé, una pellicola che racconta il legame di un fratello e una sorella per le strade maleodoranti di Tokyo e per The Time That Remains di Elia Suleiman, che accompagna nuovamente il pubblico tra le contraddizioni della sua Palestina.

 

Dopo di che, sarà la volta di alcune delle più attese pellicole del festival, non in corsa per la Palma d’Oro, ma che hanno comunque scelto la manifestazione della Costa Azzura per la loro prima assoluta.

Tra queste, due i titoli di spicco: Parnassus – L'uomo che voleva ingannare il diavolo di Terry Gilliam, l’ultimo film cui partecipò il compianto Joker Heath Ledger. Il regista, a causa della prematura scomparsa dell’attore, ha dovuto mutare in corsa cast e sceneggiatura, assoldando Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law.

 

Sarà poi la volta del particolare biopic sulla stilista Coco Chanel. Il regista Jan Kounen ne indaga la passionalità di donna matura e consapevole, dando vita a uno dei suoi amori presunti, tra realtà e leggenda, in Coco Chanel & Igor Stravinsky. A modo loro, due protagonisti e due rivoluzionari del Novecento.

 

Tra i critici e gli appassionati che affollano la Croisette impazza, ça va sans dire, il toto-Palma. Il novero dei favoriti, al momento, pare abbastanza ristretto: ha destato impressione, tra gli addetti ai lavori, il drammatico Il nastro bianco di Micheal Haneke, applaudito per il pathos reso tramite un stile scevro da ogni mira spettacolare; quasi l’opposto rispetto a Quentin Tarantino, che potrebbe rinvigorire la storia d’amore con Cannes se trionfasse il suo Inglorious Basterds, più acclamato dal pubblico che dagli esperti.

 

Anche Jacques Audiard ha buone carte da giocare: autore de Un prophète, apologo sugli esiti della mala educazione carceraria, il regista francese ha dalla sua l’efficacia dell’opera. 

 

Due gli outsider (di lusso): Marco Bellocchio e Lars Von Trier. Il cineasta danese potrebbe aver colpito la giuria più dei presenti in sala, che hanno accolto il suo Antichrist con risa di scherno. Discorso simile per l’unico italiano in gara, che ha ricevuto applausi non del tutto convinti. Per entrmabi, comunque, parla il curriculum più delle ultime discusse fatiche.

Tutto rimandato a domenica, quando si conosceranno delusi e contenti, premiati e non.

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