Haneke conquista la critica di Cannes

22/05/2009 12:15

Ci sono stati solo applausi per la prima proiezione (dedicata alla critica) dell’ultimo film di Michael Haneke.

Il regista austriaco ha presentato Il nastro bianco, in concorso al Festival del cinema di Cannes: una storia che vuole spiegare le radici del Male, localizzato in una comunità rurale della Germania del nord di inizio ‘900, proscenio di tutta la vicenda.

Nel microcosmo del borgo di campagna Haneke mostra i germogli della violenza più efferata, dettata da regole sociali e morali intransigenti, che celano abusi e umiliazioni. I protagonisti dell’opera sono i bambini, innocenti (il nastro bianco che portano al braccio simboleggia proprio la loro presunta purezza) eppure colpevoli definitivi.

Diventano giustizieri perché pensano di essere la mano destra di Dio - spiega il regista - Coloro che devono mettere in pratica alla lettera le regole dei padri. Quando un ideale, religioso o politico, diventa principio assoluto crea disastri. E’ successo in Germania, dove quella generazione vent’anni dopo abbraccerà il nazismo, ma succede anche nel resto del mondo, dove ogni fondamentalismo crea guerre, terrorismi, sofferenza”.

Il nazismo in fieri, prima che diventasse sterminio. Prima che il male fosse troppo riconoscibile per essere fermato.
 
 
 
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