22/05/2009 11:26
Sono stati approvati
all’unanimità i nomi proposti da Mauro Masi che andranno a costituire i nuovi vertici della tv Stato, aprendo l’ennesima spaccatura fra
maggioranza e opposizione.
Il minzolismo è una “forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di
dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte” (Annali del lessico contemporaneo, edizioni
Esedra).
Il cda della Rai
ha nominato Mauro Mazza, classe ‘55, direttore di Raiuno e Augusto Minzolini, classe ‘58, nuovo direttore del Tg1. Sono stati
inoltre nominati tre vicedirettori generali che affiancheranno Giancarlo Leone, che avrà la delega allo sviluppo del digitale terrestre. A Gianfranco
Comanducci spetteranno gli Affari immobiliari, gli approvvigionamenti e i servizi di funzionamento, a Lorenza Lei l’Area produttiva e gestionale e ad Antonio
Marano (che resta direttore della seconda rete di viale Mazzini ad interim) il coordinamento dell’offerta televisiva.
Le designazioni sono state
approvate all’unanimità, in quanto
i tre consiglieri dell’opposizione Nino Rizzo Nervo, Giorgio Van Straten e Rodolfo De Laurentiis hanno
abbandonato il consiglio prima della votazione. La polemica si è inasprita ulteriormente dopo l’approvazione dei nomi proposti da Mauro Masi.
“Il varo della prima tornata di nomine di fatto sancisce la fine
dell’indipendenza del Cda della Rai”, hanno affermato i tre consiglieri.
“Il presidente del Consiglio, evidentemente non sazio del controllo della comunicazione che ha, vuole estenderlo. Vuole il
controllo totale”, ha rincarato la dose Dario Franceschini.