
12/05/2009 18:05
Comincia domani la 62 esima edizione del Festival del Cinema di Cannes.
La Croisette sarà quest’anno meno sfavillante, a causa della crisi economica che ha colpito non solo il settore
cinematografico, con le difficoltà di produttori e distributori, ma anche l’intorno, lo sfarzo e il lusso che da sempre caratterizzano i giorni del
festival sulla Costa Azzurra.
Meno feste esclusive e più film, per quanto i budget delle pellicole siano in diminuzione e piazzare
i titoli di piccolo-medio livello non sia semplice come qualche anno fa. Non tutta la recessione viene per nuocere, comunque, se il fulcro delle attenzioni si
sposterà dalla passerella alle opere in proiezione.
Per dodici giorni, Cannes sarà la capitale internazionale del cinema. Brad Pitt e
Quentin Tarantino presenteranno Inglorious Basterds, l’ultima fatica di uno dei registi più discussi di Hollywood, uno dei 20 film che si
contenderanno la Palma d’Oro. Tra gli altri aspiranti al premio più prestigioso ci sono anche Broken Embraces di Pedro Almodovar e con
Penelope Cruz, Antichrist di Lars Von Trier e Looking for Eric di Ken Loach.
I grandi nomi dunque non mancheranno, e certamente
pubblico e critica parleranno molto delle opere in concorso, tra entusiasmi da prima visione e delusioni. Maestri della Settima Arte come Alain Resnais e
l’italiano Marco Bellocchio arricchiranno un programma fitto, che offrirà spunti interessanti anche grazie alla presenza di due capisaldi del cinema
orientale come Johnnie To e Tsai Ming-Iiang.
Manca, forse, la possibile sorpresa, un nome veramente nuovo in grado di ribaltare i
pronostici e catturare l’immaginario dei presenti e dei futuri spettatori europei e non. Ma, al di là delle difficoltà monetarie e dello stile
più dimesso, l’unico auspicio valido è quello di un festival fatto e incentrato su film belli e appassionanti.
Del resto si farà
tranquillamente a meno.