14/04/2009 16:14
La
Commissione Europea torna ad attaccare Facebook e altri social network, che non proteggono a dovere i dati e la privacy dei propri utenti, in special modo se
minorenni.
Gli internauti del Vecchio Continente vengono avvertiti direttamente dal commissario alle Telecomunicazioni Viviane Reding,
con un video trasmesso in rete che ammonisce: “
Vuoi che Internet diventi una giungla? Potrebbe presto accadere, se non si riesce a controllare l'uso
dei vostri dati personali sul web”.
La Reding rilancia poi la sua battaglia contro la malagestione dei database web, che
accumulano dati su dati, gestendoli poi in maniera poco sicura o per fini commerciali di cui l’utente non era stato precedentemente allertato.
“
Almeno i profili dei minorenni devono essere nascosti di default e resi inaccessibili per i motori di ricerca - prosegue il
commissario Ue, dicendosi
- “pronta a dettare nuove regole ad hoc”.
“
I cittadini europei hanno il diritto di
controllare come vengono utilizzate le loro informazioni personali” dice ancora la Reding, promettendo sanzioni per quei siti che sfruttano i
profili dei navigatori a scopi pubblicitari senza aver prima chiesto adeguata autorizzazione agli utenti, e per i social network in particolare.
Nel frattempo, la Commissione ha aperto una procedura d’infrazione contro il Regno Unito, invitando il governo di Londra a modificare la
legislazione su
privacy e archivi online,
così che sia conforme alle più severe norme europee. L’Inghilterra, così come altri stati membri dell’Unione, ha seri problemi legati
alla sicurezza dei database su internet, e norme poco chiare riguardo il diritto alla privacy.
Il complesso problema della sicurezza e della libertà in rete diviene sempre
più centrale, in un’Europa sempre più estesa, informatizzata e dalla vita (economica e non solo) sempre più digitale.