Suonerie cellulari: multa dell'Antitrust per quattro società mobili

29/10/2008 13:29

Pratiche commerciali scorrette in relazione a messaggi che riguardavano un abbonamento settimanale per ricevere contenuti multimediali, senza che fossero chiariti i costi e le modalità di fruizione e disattivazione. Questa l'accusa dell'Autorità garante per la concorrenza a quattro società di telefonia mobile a cui è seguita una multa totale di 1.160.000 euro. 

Neomobile, Telecom Italia, Vodafone Omnitel, Wind Telecomunicazioni e H3G sono i gruppi finiti nel mirino dell'Autorità per messaggi web e cartacei che incorggiavano l'adesione a un abbonamento a pagamento senza specificarne le condizioni, soprattutto quelle economiche e quelle relative alla possibilità di disattivare il servizio.

In particolare - spiega una nota dell'Antitrust - veniva attribuita enfasi alla gratuità degli SMS e alla possibilità di ricevere una suoneria gratis, omettendo che si trattava di abbonamento a un servizio di ricezione di contenuti multimediali, riportato in una nota di carattere e grafica sproporzionate rispetto al messaggio pubblicitario.

"Il fenomeno delle suonerie genera in Italia un giro d'affari annuo pari a circa 800 milioni di euro", spiega il presidente dell'associazione di consumatori Codacons, Carlo Rienzi. "Ma sono troppe le truffe e le pratiche scorrette che caratterizzano questo settore. L'80% dei siti internet specializzati nella vendita di suonerie e prodotti simili non rispetta la normativa europea".

Queste le multe attribuite a ogni singolo operatore: 

- alla società Neomobile S.p.A. è stata irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria di 115.000 euro

- alla società Telecom Italia S.p.A. è stata irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria di 315.000 euro

- alla società Vodafone Omnitel N.V. è stata irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria di 285.000 euro

- alla società Wind Telecomunicazioni è stata irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria di 265.000 euro

- alla società H3G S.p.A. è stata irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria di 180.000 euro

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