
25/07/2008 16:00
Mentre la Francia ha dichiarato da tempo guerra al peer-to-peer selvaggio sul web, la Gran Bretagna ha attivato ora un accordo che coinvolge i sei principali provider di internet con le major discografiche per vigilare sul traffico.
In modo similare alla proposta vagliata oltralpe, gli internauti disobbedienti del Regno Unito riceveranno una lettera di ammonimento che, in caso di prosecuzione dell'attività di download illegale, potrebbe trasformarsi in un taglio di connessione.
British Telecom, Virgine, Orange, Tiscali, BSkyB e Carphone Warehouse hanno tutti sottoscritto l'accordo. Geoff Taylor, direttore generale della Bpi (la Siae britannica), ha detto: "Tutti i principali fornitori di servizi Internet nel Regno Unito si sono impegnati ad affrontare il fenomeno del file-sharing illegale sulle loro reti." Taylor ha aggiunto di aver impiegato anni per convincere i provider ad adottare questo provvedimento.
Per ora si valuteranno gli effetti deterrenti del sistema, con la convinzione che ricevendo una lettera ufficiale del provider e sentendosi quindi “osservati”, molti utenti decideranno di abbandonare il P2P non autorizzato e passare a una piattaforma di download legale.
Tuttavia, sono allo studio anche soluzioni più “concrete”, da far seguire all'individuazione degli utenti colpevoli di filesharing non autorizzato. La più drastica, citata dal Times, prevede il controllo e la limitazione del traffico online operata direttamente dal provider: l'utente manterebbe la sua connessione a Internet, ma a velocità ridotta e senza poter più scaricare file di grosse dimensioni.
La più rivoluzionaria sarebbe invece
una tassa annuale di 30 sterline (circa 38 euro) che, di fatto, sancirebbe la legalizzazione del filesharing. Un'ipotesi avanzata dal
quotidiano The Independent ma per ora smentita dai responsabili dell'industria discografica.
In Francia intanto, dopo l'adesione dell'industria discografica e di quella cinematografica, sono scesi in campo anche 31 registi per prendere parte al dibattito relativo alla creazione di una legge anti-pirateria sul web. I registi hanno utilizzato le pagine del quotidiano Le Monde per esprimere il loro parere e scagliarsi contro chi definisce liberticida questo progetto di legge.