Sempre e solo Breaking Bad

Sempre e solo Breaking Bad

10/09/2014 18:02

La quinta stagione di Breaking Bad ha sbancato gli Emmy Awards, gli Oscar della televisione, aggiudicandosi tutti i premi più importanti riservati alle serie drammatiche, tra cui migliore serie, per il secondo anno consecutivo, migliore attore protagonista e migliori attori non protagonisti. In una lunga serata di premiazione al Nokia Theatre, condotta da Seth Meyers, si è svolto per la sessantaseiesima volta il rito più importante della televisione americana che ha visto, oltre al trionfo della serie creata da Vince Gilligan, anche quello di Modern Family, premiata come migliore serie non drammatica.
Alla fine ha vinto il favorito ma ha dovuto vedersela con serie di tutto rispetto come Il trono di spade, House of Cards, Downton Abbey, Mad Men e True Detective. Proprio quest'ultima sembrava potesse coltivare l'ambizione di ribaltare il pronostico e uscire vincitrice, potendo contare su due protagonisti di valore assoluto come Mattew McConaughey e Woody Harrelson, che invece sono rimasti a bocca asciutta. Migliore attore drammatico è stato incoronato infatti Bryan Cranston, alias Walter White, che con un look alla Clark Gable ha ricordato di quando da ragazzino. "Amo recitare e lo farò fino al mio ultimo respiro". Gloria anche per l'attrice non protagonista femminile di Breaking Bad, Anna Gunn, e per Aaron Paul, migliore non protagonista maschile che molto commosso ha ringraziato i colleghi: "Grazie a Vince Gilligan, che ha cambiato la mia vita e ha creduto in me. E grazie Bryan, non c'è giorno che passa che non mi manchi venire sul set e lavorare con te e imparare da te. Mi hai insegnato tanto come attore, ma soprattutto come uomo". 

Il protagonista è un professore di chimica cinquantenne che, improvvisamente, scopre di essere gravemente malato. Gli restano pochi mesi di vita. Il suo unico pensiero è quello di lasciare alla moglie e ai figli più soldi possibili, prima di morire. Insieme a un suo ex alunno, decide così di produrre una droga sintetica. Diventa così, agli occhi degli spettatori, un eroe negativo, un uomo disperato che non esita a spacciare sostanze stupefacenti, pur di garantire un futuro alla propria famiglia. Cinque anni di programmazione, per un totale di soli 62 episodi. Centinaia di migliaia di fan che hanno seguito la china discendente di un uomo come tanti. Una storia plausibile, dura, senza lieto fine. Ma perchè la serie ha riscosso un successo così importante e ampio, che ha superato i confini americani ed è arrivato sin da noi, trasmesso con grande seguito da Sky e ora in replica anche da Rai 4?

Breaking Bad è una serie che ha saputo quando fermarsi. Infatti, nonostante le voci di una possibile sesta stagione e la produzione imminente di Better Call Saul, spin off sulle origini di un mito, la serie ha una narrazione lineare, non forzata dalla necessità di mercato. Non sembra un elemento innovativo, ma invece lo è. La struttura delle serie televisive americane è pensata per l’inserimento delle pubblicità. Ma cosa succede con la distribuzione sul web? Le serie vengono distribuite in un’unica soluzione (vedi House of Cards e Orange is the New Black) e senza adv. Anche il cpo di Netflix, Neil Hunt, ha dichiarato che il futuro dell’intrattenimento sarà senza promozioni pubblicitarie. La linerarità della serie sul professore di chimica più illegale della storia ha già le dinamiche di narrazione che mettono insieme cinema, web e tv. 

I protagonisti derivano da produzioni comiche americane. Quanto piace al pubblico vedere un attore rinnovarsi e svincolarsi da un personaggio precedentemente amato e ammirato in altre serie o film? Spesso lo spettatore ha la necessità di interfacciarsi e immedesimarsi in un personaggio dello schermo attraverso una spinta alla ricerca di sé stesso. Ma cosa succede quando ha già conosciuto quell’attore come un eroe comico ed ora lo rivede come un eroe drammatico, o peggio, un anti-eroe? La risposta sta nel seguire le azioni di quel personaggio per comprenderne meglio le dinamiche. Bryan Cranston riesce ad essere drammatico anche in una situazione da cinepanettone.

La linea di storytelling non si ferma alla storia principale. Nonostante la capacità di riuscire a trasferire i personaggi su diversi piani di spazio e tempo, i produttori hanno saputo rendere la storia un fenomeno di riproducibilità virale.L’ “I am the Man Who Knocks” detto una volta da Walter White è diventato un tormentone sulla rete al pari di “stai senza pensieri” detto dai personaggi di Gomorra La serie. Tra l’altro questa frase viene detta da un personaggio che poi, fisicamente, non compie mai quella azione. La serie di Gilligan parla di due elementi principali: famiglia e soldi. Non c’è quasi mai sesso, se non coniugale o sentimentale, a differenza della stragrande maggioranza delle serie in onda nell’ultimo anno. La storia di un bugiardo incallito spinge a cercare di capire quanto ci si può spingere oltre per amore della salute o della famiglia. Ma bastano poche puntate per capire: il cappello buffo che mette in testa quest’uomo apparentemente folle trascina in una situazione di scherno mista a stupore per le scene che vediamo fin dal primo incontro con Tuco Salamanca. La giustizia esiste ma non è considerata, nemmeno nelle ultime fasi di vita del protagonista.

Breaking Bad abbia vinto due importanti premi perchè ha cambiato le carte in gioco mostrando un nuovo eroe diverso dagli altri, uno che non segue la linearità ma è ricco di incomprensioni, di difficoltà a riconoscersi prima come un padre, poi come un uomo realizzato. Era dai tempi di Lost che non si parlava così tanto di una serie televisiva.

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